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Omicidio Rea – Il mistero si infittisce

Omicidio Rea – Il mistero si infittisce
maggio 07
10:05 2011

Emergono nuovi particolari dopo l’autopsia di Carmela Melania Rea. Il dato più significativo riguarda la dinamica dell’omicidio: Melania si fidava ciecamente del suo carnefice, visto che non si è minimamente opposta a lui. Gli ultimi esami, sul corpo della mamma di Folignano di 29 anni colpita con 32 coltellate, dimostrano che sotto le sue unghie non ci sono tracce di Dna di altre persone, segno che non è riuscita neppure a graffiare di striscio il suo aggressore. Inoltre, l’assenza di tracce di difesa potrebbe far pensare a un omicida più grosso e più forte di Melania. Altri dettagli anche sui colpi inferti: 23 le coltellate letali, nessuna mortale, poiché la causa del decesso è stata un’emorragia.
L’autopsia rivela anche un altro dato importante: le tracce analizzate sul corpo di Melania, tra cui il terriccio sotto le unghie, sono compatibili con la pineta di Ripe di Civitella dov’è stato scoperto il 20 aprile scorso. Ma il cadavere non racconta niente altro: per altri importanti dettagli occorre attendere i risultati del Ris. L’unico particolare noto riguarda la siringa infilzata sul giubbotto, all’altezza del seno sinistro: sulla parte esterna, venuta a contatto con il sangue della casalinga, c’è il suo Dna. Mentre nel sangue nella siringa c’è il profilo biologico di un’altra donna. A riprova che la siringa come il laccio emostatico e la svastica segnata con il coltello su una coscia è un depistaggio.
Intanto i carabinieri, guidati dal procuratore capo Michele Renzo, continuano a interrogare diverse persone. Nelle prossime ore è attesa l’audizione più importante: quella di Salvatore Parolisi che, dalla vigilia di Pasqua, si divide tra la casa dei genitori a Fratta Maggiore e quella dei suoceri a Somma Vesuviana.
Parolisi dovrà spiegare agli inquirenti una frase pronunciata poco dopo la scomparsa della donna “Me l’hanno presa…” avrebbe detto Parolisi all’amico Raffaele, guardia carceraria, il primo al quale il militare ha telefonato per chiedere aiuto.
È stato lo stesso Raffaele a riferirlo agli inquirenti di Ascoli. Ora toccherà capire il perché della frase. Parolisi aveva già dei sospetti? Temeva ritorsioni?
E il mistero si infittisce.

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Omicidio Rea – Il mistero si infittisce - panoramica

Sintesi: L’autopsia sul corpo di Melania rivela nuovi retroscena al vaglio degli inquirenti.

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