VeraTV

Sanità – Vicenda consulenze, Ranci-Asur transarono su incarico

Sanità – Vicenda consulenze, Ranci-Asur transarono su incarico
maggio 18
17:22 2011

Sfilata di testimoni in aula oggi ad Ancona nel processo per concorso in abuso d’ufficio e truffa a carico dell’ex manager di Asur e Inrca Antonio Aprile e dell’avv. Giovanni Ranci, ex segretario cittadino del Pd.
Accusa e difese si sono date battaglia con domande incrociate per dimostrare le loro tesi.
La procura ritiene in pratica inutili due incarichi affidati da Aprile a Ranci tra 2006 e 2008.
Per le difese, le consulenze furono necessarie e del tutto legittime. Le audizioni hanno riguardato proprio i due incarichi: quello da 130 mila euro affidato a Ranci da Aprile, in veste di direttore generale Asur, nel febbraio 2006, per l’ospedale di rete San Sabino di Osimo; quello da 60 mila euro per partecipare nel 2008 al gruppo di lavoro Inrca al fine di predisporre uno studio di fattibilità per l’ospedale dell’Aspio comprendente ospedale di rete, Inrca e Agenzia per la terza età. Dubbi sulle modalità di formalizzazione del primo incarico, avvenuta dieci mesi dopo la lettera di conferimento di Aprile, li ha sollevati il pm Vincenzo Luzi. Lucia Cancellieri (servizio assicurazioni e risk management dell’Asur) ha detto che di solito, anche in situazioni di emergenza, non trascorrevano mesi tra i due atti. Tra il 2006 e il 2007, ha riferito, cambiarono i vertici Asur e i nuovi si posero il problema di verificare l’effettiva attività svolta del consulente, senza sollevare altri dubbi. Ranci fece recapitare un decreto ingiuntivo per il saldo. Due dichiarazioni di ingegneri dell’area patrimonio e una di Aprile, seguite alla documentazione di Ranci, garantirono l’espletamento dei compiti, sancendo il diritto del legale ad essere pagato. Così Asur e Ranci transarono dopo il parere dell’avv. Lorenzo Ruggeri che constatò certi elementi di esistenza del credito e alte probabilità di perdere la causa. Sulla mancata indicazione del compenso per l’incarico, rilevata dal pm, le difese hanno ricordato che si stabilì subito il riferimento alle “tariffe professionali forensi”. L’avv. Paolo Costanzi, responsabile del servizo legale regionale, ha ripercorso la storia dell’ospedale San Sabino, ricordando come a metà 2005 la procedura fosse terminata. Nel 2008 il project financing, con troppi vantaggi per i privati e oneri a carico degli enti pubblici, fu revocato con conseguente strascico legale davanti a Tar e Consiglio di Stato. Da metà 2007, ha aggiunto, si iniziò a pensare ad accorpare Inrca, ospedale di rete e Agenzia della Terza Età all’Aspio. Gli aspetti tecnici, legali e amministrativi, ha osservato, erano appannaggio della Regione che istituì un gruppo tecnico per il piano di fattibilità presentato nel settembre 2008. Il gruppo di lavoro dell’Inrca, secondo Costanzi, era un “doppione”. Della stessa opinione il dirigente del servizio salute della Regione Marche Carmine Ruta che si arrabbiò quando Aprile gli inviò le 100 pagine del ‘suo’ studio di fattibilità. Ricordando le preoccupazioni di Aprile per la fusione dell’Inrca con altre realtà, la difesa ha osservato come al manager la Regione avesse affidato due incarichi: avviare con l’assessore Mezzolani il progetto di Agenzia per la Terza Età e formulare un piano di fattibilità per il nuovo ospedale. “L’interpretazione autentica della disposizione – ha però ribattuto Ruta – era che tutti dovevano collaborare con la Regione che doveva coordinare il piano”. Il processo è stato aggiornato al 9 novembre prossimo.

Condividi su:
Sanità – Vicenda consulenze, Ranci-Asur transarono su incarico - panoramica

Sintesi: Testimoni anche l'avvocato Paolo Costanzi e il Dirigente della Regione Ruta

Articoli simili

Zibaldo 2banner 300×250
Banner 300×250 Zibaldo.it
TERCAS banner 300×90
pubblicità