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Omicio Carmela Rea – Si continua ad indagare

Omicio Carmela Rea – Si continua ad indagare
maggio 23
15:49 2011

“Indagheremmo sull’ambiente di lavoro di Salvatore Parolisi anche se lui non fosse istruttore in una caserma dove si addestrano soldatesse, ma lavorasse in un convento di uomini”.
Così il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, Alessandro Patrizio, che ha anche smentito ipotesi e voci che circolano su internet e collegano l’omicidio di Melania Rea alla caserma ‘Clementi’ del 235/o Rav Piceno di Ascoli. “Sento parlare di presunti riti di iniziazione a sfondo sessuale, di case di appuntamento in città, ipotesi destituite di ogni fondamento, decisamente fantasiose” ha detto Patrizio. “Nulla del genere – sostiene l’ufficiale – emerge anche solo in minima parte dalle testimonianze raccolte finora, anche nell’ambiente militare” di Parolisi. “Anche in questo ambito, come in quello familiare e delle amicizie, stiamo continuando a lavorare, sentendo persone e verificando situazioni, per cercare di individuare circostanze, episodi che, direttamente o indirettamente, possano avere a che fare con la tragica morte di una donna di 29 anni”. L’attesa principale resta concentrata sulle indagini medico legali e scientifiche. “Siamo fiduciosi che possano darci elementi utili a risolvere il caso” conclude il col. Patrizio, secondo il quale, invece, non sarebbero emerse indicazioni decisive dalla perquisizione condotta dai carabinieri del Ris e del Raggruppamento operativo speciale a casa di Melania e Salvatore a Folignano.
Anche oggi, intanto, proseguono le audizioni di conoscenti della coppia, nel comando provinciale dell’Arma.

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Omicio Carmela Rea – Si continua ad indagare - panoramica

Sintesi: L'attesa principale resta concentrata sulle indagini medico legali e scientifiche

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