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Turismo – Secondo Trademark Italia, si registra qualche partenza in più

maggio 28
17:37 2011

Tra gli operatori del turismo non si registrano particolari timori per l’instabilità economica, per la crescente disoccupazione, per la cassa integrazione, la mobilità, il precariato. L’estate produrrà un aumento del movimento e delle partenze alle quali corrisponderà però una leggera diminuzione delle presenze complessive (a causa della frammentazione e della riduzione della durata delle vacanze). A poche settimane dall’inizio della stagione estiva Trademark Italia ha fatto un supplemento di 400 interviste ad un campione di osservatori privilegiati e un ulteriore sondaggio d’opinione tra il 12 e il 14 maggio per definire ancora meglio intenzioni e scelte di vacanza degli italiani per l’estate. In una fase di crescita dell’inflazione, non fa più notizia l’aumento dei prezzi (+8,5% medio). La caccia alle sistemazioni a basso costo resta all’ordine del giorno ma, sorpresa, il fatturato degli operatori turistici stagionali potrà aumentare anche grazie a quel milione circa di connazionali orfano del Mar Rosso e delle altre mete nordafricane, che opterà per villaggi e resort dell’Italia meridionale e per le isole mediterranee più grandi, ma che ancora non ha deciso. L’indagine evidenzia la crescita del budget che gli italiani destinano alle vacanze: dai 670 euro del 2010 ai 710 euro del 2011. Gli italiani dunque non demordono e a distanza di quasi due mesi dal primo sondaggio, confermano che allontanarsi da casa è diventato un bisogno irrinunciabile. Nel 2010 si erano visti i primi effetti della duplicazione dei soggiorni e, se gli italiani non mentono, nel 2011 si accentuerà la frequenza delle partenze e dei pernottamenti fuori casa. L’aggiornamento di maggio dell’indagine 2011 conferma che il turismo continua ad andare per conto suo, indipendentemente dalla situazione economica, dai redditi, dalle instabilità, dai conflitti. I turisti vanno controcorrente, fanno più vacanze quando l’economia è stagnante o recessiva, vanno in vacanza anche da disoccupati e si allontanano da casa anche quando le cose nazionali non quadrano. Secondo Trademark Italia, fanno vacanze in alberghi, campeggi, appartamenti, etc. in 22 milioni, vanno all’estero per vacanza in 4,8 milioni, vanno in crociera e girano per mari (turismo nautico) in 3,5 milioni, fanno vacanze alternative (campagna, montagna, laghi, Appennino) in 2,8 milioni. Tenendo conto che i residenti delle città costiere, balneari e delle località turistiche in prossimità del mare sono otto milioni, quelli che non fanno vacanze sono circa 17 milioni. Insomma nessun allarme, i numeri del 2011 saranno molto simili a quelli del 2010: la maggioranza degli italiani intervistati non starà a casa, almeno 32 milioni di loro non passeranno le ferie di luglio e agosto dove abitano, partiranno per andare da amici e parenti, al mare, in montagna, in campagna, ai laghi, in campeggio, in albergo, in appartamento, in un agriturismo. In testa alle preferenze le destinazioni nazionali, quelle dove si è già stati, dove gli operatori sono leali e conosciuti. La voglia di esplorare, di cercare le spiagge tropicali e mettersi in fila in aeroporto è improvvisamente diminuita con i conflitti nordafricani. Ora anche molti giovani adulti si dimostrano più abitudinari: vacanze vicine, in automobile. Dalle dichiarazioni degli intervistati si evince una generale flessione per il sud Italia. La crisi nord africana e le turbolenze della Grecia potrebbero però convincere una quota di clientela italiana a scegliere i resort e i villaggi in Puglia, Calabria e Sicilia. Al 19 maggio 2011 il barometro mostra ancora una decisa flessione per Campania, Calabria, Basilicata, Montagna, laghi e terme; Appennino al -6%; città d’arte in flessione (sia occupazione che prezzo medio), ma con Roma, Firenze e Venezia in crescita. Per le destinazioni internazionali, dopo gli eventi cruenti di aprile la situazione é cambiata: in testa alle preferenze la Spagna, in discesa la Grecia; in deciso aumento le prenotazioni per gli Stati Uniti (+9,6%). Il sondaggio rivela che almeno cinque milioni di italiani non pongono limiti e vincoli di prezzo alla loro vacanza. In conclusione, la performance dell’estate 2011 sarà assimilabile a quella del 2010, ma si conferma una leggera diminuzione delle presenze attorno al 4%, con ricavi complessivi superiori per l’industria dell’ospitalità nel suo complesso.

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Turismo – Secondo Trademark Italia, si registra qualche partenza in più - panoramica

Sintesi: L'indagine prevede ricavi complessivi superiori al 2010

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