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San Benedetto – Tassa sui pozzi

San Benedetto – Tassa sui pozzi
giugno 04
13:41 2011

Tassa sui pozzi, istruzione per l’uso.
“Qualora il pozzo sia attivo e la captazione finalizzata alla irrigazione di una superficie inferiore ai mille metri quadrati, il titolare non è tenuto al pagamento ne di spese di istruttoria, ne di canone”.
Recita cosi la precisazione ufficiale della Provincia di Ascoli. Parole che smentiscono nettamente un dubbio sollevato dai gruppi di opposizione in consiglio provinciale e anche in consiglio comunale mediante diversi interventi attraverso i media.
Stando alla precisazione inviata ai cittadini, viene dunque smentito quanto paventato dal centrosinistra, dall’Udc e da Rifondazione.
Non è vero, cioè, che per “regolarizzare la posizione per l’utilizzo di acque pubbliche tramite i pozzi” i proprietari dovranno pagare i 97 euro di spese di istruttoria pure se il loro pozzo è ad uso domestico, e pertanto non soggetto al pagamento di tasse.
Basterà inviare una autocertificazione nella quale viene specificata la propria posizione al Servizio Patrimonio e Genio Civile della Provincia, che provvederà se il caso a stralciare la posizione dell’utente.
Viceversa, se la captazione idrica dal pozzo è ad uso produttivo, la procedura per la regolarizzazione prevede il pagamento delle spese di istruttoria di 97 euro; la pubblicazione dell’ordinanza nell’Albo Pretorio del Comune competente; il rilascio dell’autorizzazione alla captazione da parte della Provincia; la messa in ruolo dell’utenza, il pagamento dei canoni arretrati che l’amministrazione provinciale ha deciso di far pagare a coloro che sono nella condizione di doverla pagare.
Il 33% del prelievo fiscale finirà nelle casse della Regione.

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San Benedetto – Tassa sui pozzi - panoramica

Sintesi: La provincia di Ascoli ha chiarito le modalità di pagamento

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