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Omicidio Rea – Parolisi, ho tradito ma non l’ho uccisa

Omicidio Rea – Parolisi, ho tradito ma non l’ho uccisa
giugno 18
10:04 2011

Parolisi ha detto di essere tornato nel paese dell’ascolano in cui viveva con la moglie e la figlioletta per riprendere alcune cose, fra cui i poster del matrimonio con Melania, e di essersi fermato nel campetto – un luogo per lui significativo – per raccogliere una margherita nel ricordo della moglie. E sì, ha ammesso, mi sono disfatto del telefono: “Sì, l’ho buttato in quel punto, non ho tolto la scheda, non l’ho spaccato. Non è stato acceso né usato. Non vedo che cosa possa contenere quel telefono”, ha aggiunto. “Il tradimento – si è poi difeso Parolisi – non è un reato. Basta, veramente basta”. Alla domanda se conoscesse Laura Titta, la soldatessa arrestata per i servizi resi ai boss del clan dei Casalesi, a suo tempo addestrata nella stessa caserma di Ascoli in cui prestò servizio Parolisi, il caporalmaggiore ha risposto: “Non ricordo di averla mai conosciuta, e il nome non mi dice nulla. Non sono il playboy della situazione”. Ospiti della trasmissione condotta da Salvo Sottile, il fratello di Melania, Michele e lo zio Rino. Dopo l’ultima bugia sul telefonino, “non mi fido più di lui – ha detto Michele -, avrebbe potuto dirlo agli inquirenti e non l’ha fatto”.

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Omicidio Rea – Parolisi, ho tradito ma non l’ho uccisa - panoramica

Sintesi: "Ho tradito, ma non l'ho ammazzata". E' un Parolisi esasperato quello che con l'inviata della trasmissione di Rete4, Quarto grado, ha ammesso di essersi disfatto del cellulare con cui comunicava di nascosto con l'amante Ludovica P., ritrovato nel cam

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