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Sciopero Calcio – Abete, “confusione, contenzioso non economico”

Sciopero Calcio – Abete, “confusione, contenzioso non economico”
agosto 29
10:47 2011

Dietro allo sciopero non ci sono questioni di soldi. Lo ha ribadito Giancarlo Abete parlando della crisi tra Lega e Aic che ha portato al rinvio della prima giornata di campionato: il presidente della Figc, che ha insistito sulla necessità, anzi sull’obbligo di giocare il secondo turno, tenterà una nuova mediazione. “Si è creata una
sorta di caccia all’untore – spiega il presidente della Figc a Radio anch’io lo sport – e il giudizio negativo è contro quelli che hanno di più, ovvero i giocatori, per di più in momento difficile del paese. Si è generata una confusione come se il contenzioso avesse valenze economiche: ma così non è. Le parti sono ancora irrigidite: cercherò di capire meglio parlando prima con Beretta e poi con Tommasi quali sono spazi di manovra per trovare una soluzione non traumatica. Invierò a tutti i presidenti dei club il dossier con tutte le riunioni sul rinnovo del contratto”. Quanto ai rapporti con la Lega Abete non ne fa
una questione personale. “Esisteva una lega e i presidenti
hanno voluto la separazione con la B pensando che avrebbe
favorito una migliore governance – dice Abete -, una rivoluzione in termini di efficienza e di riposizionamento della Lega: ma con la logica assembleare non si va da nessuna parte. La Figc è sempre disponibile grazie anche al sostegno del Coni. Ma noi siamo molto molto provinciali: pensare che le idee del singolo possono modificare un sistema mondiale significa essere fuori dal mondo ed essere provinciali. Con tutta la solidarietà per le province che stanno vivendo un momento particolare. Ci sono grandi imprenditori, ma i sistemi di governance non funzionano
all’interno della Lega: il singolo imprenditore come può
pensare di cambiare le regole mondiali quando la quadra non si torva nemmeno all’interno della Lega. La governance non funziona all’interno della Lega: io sono necessariamente ottimista perché è obbligo che la giornata dell’11 settembre si giochi.
Cerchiamo di arrivarci in uno spirito di accordo: la seconda si deve giocare. Pazienza che l’Italia giochi due gare di qualificazione agli europei senza nemmeno un turno giocato.
Cerchiamo piuttosto di essere competitivi perché abbiamo già
tre squadre fuori dall’Europa, Roma Palermo e Udinese”.

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Sciopero Calcio – Abete, “confusione, contenzioso non economico” - panoramica

Sintesi: "Le parti ancora rigide"

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