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Moto – Giappone, Honda protagonista, Rossi “piccoli progressi”

Moto – Giappone, Honda protagonista, Rossi “piccoli progressi”
settembre 30
16:10 2011

Ormai è una costante. Su ogni pista,Valentino Rossi in prova accusa più o meno sempre lo stesso ritardo. Si tratta di quel secondo e 2 decimi che è ormai usuale leggere accanto ai tempi di un pilota che, da quando guida una Ducati non sembra più lo stesso. Nel primo giorno di
prove libere sul circuito giapponese di Motegi, di proprietà
della Honda, dove la Casa nipponica non vince dal 2004, ci sono quattro piloti ufficiali proprio della Honda davanti a tutti: nell’ordine, Pedrosa, Stoner, Dovizioso e Simoncelli.
Che la RC212V sia la moto meglio riuscita dell’anno lo si
sapeva, ma una supremazia così importante è un segnale chiaro.
Nella gara voluta con tutte le forze dalle case giapponesi,
sarà il padrone di casa a festeggiare e non i suoi ospiti, come molto spesso è accaduto da queste parti. Lo scorso anno, ad esempio, a prendere la coppa del primo fu Casey Stoner con la Ducati. La pista di Motegi, infatti, dopo quella di Aragon è quella dove la marca italiana si produce meglio. La soddisfazione di vincere a casa dei colossi giapponesi, non ha prezzo, ma quest’anno il conto da pagare è talmente alto che non bisognerà aspettarsi molto.
Valentino Rossi ha segnato l’ottavo tempo (1.47.975) che
però è lontano dal miglior tempo di giornata di Dani Pedrosa
(1.46.790) di giusto 1,185 secondi. L’americano Nicky Hayden,anche lui su Ducati, è sesto a quasi sei decimi da Pedrosa e sei avanti all’italiano. “Oggi abbiamo fatto dei piccoli progressi – ha detto comunque Rossi – migliorando il tempo sul giro. E’ ancora un ritmo lontano dal top ma non così male per ora”. In effetti Valentino ha provato costantemente a migliorarsi, in una progressione che comunque arriva a un muro fisiologico quando si inizia a pretendere di più. La caduta questa volta non c’é stata, ma un dritto sì, proprio nel momento in cui il nove volte campione del mondo cercava di forzare una frenata.
“Ci sono diverse cose da sistemare – ha proseguito Rossi –
ma decisamente non siamo nella situazione di Aragon, dove
abbiamo sempre avuto grossi problemi di “grip” posteriore: qui no, abbiamo lavorato sulla distribuzione dei pesi caricando un po’ più l’anteriore e va meglio, abbiamo trovato più accelerazione e più trazione. Domani dobbiamo provare a scendere sull’1’47 basso. E’ il nostro obiettivo, Nicky oggi è andato bene, ci è già arrivato, anche se ha scelto di girare soprattutto con le gomme morbide. La pista è a posto, l’asfalto ha una buona tenuta, hanno fatto un buon lavoro”.
Il nuovo asfalto, che ha fatto volare le Honda, quindi, ha
tarpato le ali alla Ducati. Ma probabilmente c’é anche
dell’altro. Rossi sa quali sono i limiti della sua moto. Un po’ come chi deve convivere un rapporto non propriamente idilliaco,Valentino sa che se vuole ottenere qualcosa di normale, non può strafare a patto che non si voglia ritrovare per terra. Ecco dunque quale sarà il Rossi che vedremo fino a fine anno. Il problema comunque è che in attesa della fine di questa stagione – in effetti mai iniziata per il pluricampione del mondo – la prossima, che partirà con i test di Valencia a novembre, possa
partire con aspettative ancora una volta troppo alte.

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Moto – Giappone, Honda protagonista, Rossi “piccoli progressi” - panoramica

Sintesi: Valentino ottavo in libere venerdì, resta distacco da leader

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