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Bruxelles – Con cambiamento clima nuove strategie per il turismo

Bruxelles – Con cambiamento clima nuove strategie per il turismo
novembre 12
10:50 2011

Centri benessere e termali, palestre di roccia, campi di calcetto, piscine, tennis: territori alpini come quello di Auronzo di Cadore, in Veneto, in futuro potrebbero attrezzarsi anche con questo tipo di strutture per attirare turisti, al di là della presenza di neve, destinata a diventare una merce sempre più rara. E’ quanto emerge dalle conclusioni di uno studio Ue, ClimAlptour, che affronta le potenziali difficoltà provocate dai cambiamenti climatici per residenti, turisti e attività economiche in 22 aree pilota sulle Alpi, dalla Francia alla Slovenia. In Italia uno dei casi analizzati, con il contributo di istituzioni, operatori, residenti e turisti, è stato quello di Auronzo di Cadore e di due località in particolare: Auronzo (altitudine 800 metri) e Misurina (altitudine 1.750 metri). “Auronzo di Cadore è una destinazione prettamente estiva – spiega Stefano Balbi, ricercatore dell’Università Cà Foscari di Venezia, che ha seguito il progetto anche come referente del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) – con una sentieristica molto sviluppata e un impatto potenzialmente positivo dei cambiamenti climatici, con un allungamento della stagione. Basti pensare ai mesi di settembre e ottobre appena passati, insoliti per le temperature miti”. In queste località “il punto di forza è la stagione estiva, ma il problema è che ci sono alberghi chiusi in inverno”. Lo studio ClimAlpTour ha considerato due scenari climatici per il periodo invernale, da dicembre a marzo, fra il 2030 e il 2050: il primo con un rialzo di 1,58 gradi e un aumento del 7,9% delle precipitazioni, rispetto alla media del periodo di riferimento (1980-2000); l’altro con una crescita di 1,2 gradi e un aumento dell’8,3% delle precipitazioni, rispetto alla media del periodo di riferimento (1980-2000). “Il primo – spiega Balbi – è uno scenario di inquinamento – a livello globale abbastanza conservativo rispetto alla situazione attuale, con una rapida crescita economica e l’uso prevalente di fonti fossili. Il secondo è più ottimista e prevede la diffusione di differenti fonti energetiche e un sistema economico più sostenibile”. Attualmente la media è di 55 giorni di neve naturale ad Auronzo e 121 giorni a Misurina. “Con il primo scenario – afferma l’esperto – i giorni di neve diventano 20 ad Auronzo e 111 a Misurina, mentre con il secondo la media diventa di 32 giorni di neve ad Auronzo e 113 a Misurina”. Per fare fronte ai cambiamenti, lo studio ha preso in considerazione quattro strategie di adattamento, sulla base di indicatori ambientali, economici e sociali, come la spesa media di un turista al giorno, il numero di arrivi, i rifiuti da smaltire, la qualità dell’aria. “La strategia che si è rivelata più efficace – conclude Balbi – è quella in cui si sospende l’uso della neve artificiale e si punta di più sulle strutture ricettive, migliorando la qualità dell’offerta turistica, puntando sul benessere, sulle famiglie e sugli sport al coperto (ad esempio attraverso un grande centro benessere ad Auronzo). Si ipotizza la creazione di nuovi negozi, strutture per bambini e sport indoor, dallo stadio del ghiaccio alla palestra di roccia, piscina e tennis, con strutture valide anche d’estate”. L’investimento totale stimato è di circa 50 milioni di euro, con un aumento degli arrivi dai 18mila attuali ai 23mila, oltre a maggiori opportunità di lavoro. Una direzione concreta insomma, per le scelte future a livello locale.

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Bruxelles – Con cambiamento clima nuove strategie per il turismo - panoramica

Sintesi: 22 aree pilota

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