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Movimento No Tav – ‘Blocchiamo tutto’

Movimento No Tav – ‘Blocchiamo tutto’
marzo 02
09:52 2012

Arriva nel cuore della notte, dopo una lunga giornata di tensioni, scontri e feriti, il cambio di strategia del Movimento No Tav per fermare il supertreno Torino-Lione: portare la protesta fuori dalla Val di Susa, a Torino, in Piemonte, in tutta Italia. I leader del movimento, nell’assemblea di Bussoleno seguita alla rimozione dei blocchi sull’autostrada A32 (in serata rioccupata e poi liberata senza incidenti), allo sgombero dei manifestanti, indicano anche un’ora precisa: alle 18 "blocchiamo tutto". E così è: la protesta dilaga da Trieste a Bologna, da Paola a Genova, da Bergamo a Roma, da Napoli a Milano. Manifestanti e simpatizzanti No Tav bloccano treni e stazioni (a Torino, Genova, Ancona e Paola), occupano strade (a Trieste e Torino) e tangenziali (a Torino e Bologna), invadono uffici e sedi di partito (quella del Pd a Roma), fanno decine di presidi, assemblee e cortei. Le bandiere con il "treno crociato", simbolo della lotta No Tav, fra tensioni e blocchi, spuntano in tutta la penisola e si sovrappongono alle immagini di scontri e violenza che nella notte, per più di un’ora, hanno trasformato lo svincolo di Chianocco dell’A32, prima, e le strade di Bussoleno, poi. Sassaiole, barricate, incendi, lacrimogeni, manganellate e getti degli idranti hanno segnato il ritorno della legalità sull’autostrada. Il bilancio è ancora una volta pesante: un manifestante arrestato, 29 feriti fra le forze dell’ordine (nessuno grave), un numero imprecisato fra i No Tav, compreso il loro leader storico, Alberto Perino, che – dice – è stato manganellato e si è fratturato un gomito. E poi le scene dell’irruzione della Polizia in una bar-trattoria (‘La rosa blù di Vernetto di Chianocco), con gli agenti che sfondano una porta a vetri alla ricerca di No Tav: il video finisce sul web e, in pochi minuti, si riaccende la polemica. "E’ stata una caccia all’uomo, nella notte, per le vie di Bussoleno, invase dal fumo dei lacrimogeni", dicono i No Tav. I danni saranno risarciti dalla Prefettura, risponde la Questura di Torino. Ma la violenza della notte lascia il segno e continua a preoccupare. A Roma, il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri incontra il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, quello della Provincia di Torino, Antonio Saitta, e il sindaco del capoluogo, Piero Fassino. Ci sono anche il il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli. "Qualsiasi possibilità di dialogo sulla Tav è subordinata alla cessazione di ogni forma di intimidazione, sopruso e violenza e all’isolamento di chi, individualmente o collettivamente, vi ricorra", dice senza possibilità di equivoci il Viminale, insieme a Cota, Saitta e Fassino, aggiungendo che "le forze dell’ordine agiranno con determinazione, equilibrio e responsabilita". La prima risposta che arriva dalle istituzioni del territorio é del sindaco di Venaus, Nilo Durbiano. "Dialogo? Dal Governo – dice – finora sono arrivati solo diktat". E così nell’assemblea del Movimento che si svolge in serata a Bussoleno, riemerge l’idea di uno sciopero generale della Valle di Susa contro la Tav e i suoi cantieri. L’assemblea si scioglie alle luci dei lampioni del paese: un corteo a piedi ne attraversa le strade, quasi a riconquistarle dopo le tensioni di ieri sera, e un altro, in macchina, risale la Valle di Susa. Perché la protesta dilaga in tutta Italia, ma il cuore resta sempre nella terra che vuole fermare il supertreno.

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Movimento No Tav – ‘Blocchiamo tutto’ - panoramica

Sintesi: La protesta dilaga in tutta Italia

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