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Ascoli – Le croci sul corpo di Melania frutto di un alpino

Ascoli – Le croci sul corpo di Melania frutto di un alpino
ottobre 02
18:39 2012

C’è un’altra pista per il delitto di Melania Rea. Una pista che dalle svastiche disegnate post mortem dall’assassino sul corpo della giovane mamma di Somma Vesuviana conduce al reparto degli alpini. Non sarebbero svastiche, ma croci tipiche dei guastatori. Parolisi non appartiene a questo reparto, ma è comunque un alpino con alle spalle diverse missioni in Afghanistan.
Un elemento emerso nel corso dell’udienza di sabato scorso, durante la quale si sono scontrati i consulenti del gup, dell’accusa, della parte civile e della difesa. Una guerra delle perizie, consumatasi in aula, per arrivare ad una sola risposta: Melania è morta il 18 aprile. L’unica verità è arrivata dall’entomologo Stefano Vanin che ha circoscritto l’ora della morte fra le 15 e le 17. L’impianto dell’accusa punta si muove su una serie di indizi in assenza di quella che si definisce prova regina. Si comincia con il falso alibi. Parolisi ha raccontato agli inquirenti che quel giorno si è recato con Melania e la figlia Vittoria a Colle San Marco, ma le foto di alcuni studenti che erano sul pianoro e le testimonianze dicono che ci è arrivato alle 15.30. E questo, sostengono i pm facendo riferimento a diversi pronunciamenti della Cassazione, è un indizio. Inoltre i Ris hanno accertato che la cella telefonica di Melania ha sempre agganciato il ripetitore di Ripe di Civitella e mai quello di San Marco. Il 19 si torna in aula con le richieste della pubblica accusa e la parte civile. Il 26 saranno sentiti i difensori. Poi, è attesa, per lo stesso giorno, la sentenza.

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Sintesi: S’indaga sui simboli rinvenuti sul cadavere della mamma di Somma Vesuviana

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