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Ancona – Maxievasione da 60 milioni di euro, nel mirino un ascolano

Ancona – Maxievasione da 60 milioni di euro, nel mirino un ascolano
ottobre 16
13:32 2012

Sessanta milioni di euro di denaro riciclato movimentati su 15 conti correnti intestati a prestanome, così come le quote di 11 società attive fra Marche, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Sardegna. Ville, esercizi commerciali, terreni e auto di lusso, tutto nella disponibilità di un pregiudicato che dal 1992 al 2011 non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi. Sono numeri e modus operandi della criminalità organizzata, ma nell’operazione ‘Great Tower’ condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Ancona-Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata, mafia e camorra non c’entrano. Anche se i finanzieri hanno sequestrato beni per 2 milioni di euro in forza della normativa antimafia, attività e immobili che ora, affidati ad un amministratore giudiziario, entreranno a far parte del patrimonio dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla mafia. Al centro della truffa e del riciclaggio ci sono un pregiudicato ascolano di 66 anni, E. P., e suo figlio, più altri 27 soggetti, in gran parte prestanomi: parenti, amici e disoccupati a caccia di soldi. Tutti sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Macerata, titolare dell’inchiesta, per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, con il sequestro contestuale di tre abitazioni, compresa una villa con torrione antico, un bar e una pizzeria-ristorante molto noti a Fermo, 9 vetture (fra cui una Porche Carrera), un terreno, e saldi attivi di 15 conti correnti accesi in filiali di istituti di credito nazionali a Civitanova Marche, Osimo, Ascoli Piceno, Montecassiano e Pedaso nelle Marche, e in Emilia Romagna, a Ferrara. Proprio i funzionari di nove banche, hanno spiegato in una conferenza stampa ad Ancona il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria col. Gianluca Filippi e il col. Gianfranco Lucignano, che dirige il Gruppo investigativo criminalità organizzata, sono stati sanzionati per aver omesso di segnalare operazioni sospette per un ammontare di 3,7 milioni di euro. Un altro istituto di credito invece ha avvertito la Banca d’Italia, come prevede la legge, dando il via alle indagini. Secondo gli investigatori, E. P., già condannato per reati associativi connessi a truffe all’Erario e indebiti rimborsi Iva, e interdetto dall’esercizio di attività amministrative, continuava a gestire i propri affari come nulla fosse, attraverso società ‘cassaforte’ intestate a prestanomi. Una quarantina gli uomini della Gdf che stamani hanno proceduto ai sequestri nelle cinque regioni, portando via anche altre due auto di lusso, quadri, orologi di valore.

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Ancona – Maxievasione da 60 milioni di euro, nel mirino un ascolano - panoramica

Sintesi: Operazione delle Fiamme Gialle di Macerata, denunciate 28 persone

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