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Ancona – Udienza di riesame per gli indagati nella rapina sventata al caveau di Bankitalia

Ancona – Udienza di riesame per gli indagati nella rapina sventata al caveau di Bankitalia
ottobre 23
18:33 2012

Udienza di riesame oggi, ad Ancona, per il maresciallo dell’Arma Ivano Brocca, per il sovrintendente di polizia Francesco Lestingi e per Michele Cristiani, arrestati il 2 ottobre scorso con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a corruzione e tentata concussione allo scopo compiere un furto alla sede anconetana della Banca d’Italia. I tre hanno chiesto la revoca della custodia in carcere o, in subordine, i domiciliari. Il tribunale potrebbe decidere domani.
Il quarto indagato, Olinto Bonalumi, 53 anni, pugliese, non ha invece per ora fatto istanza al tribunale del riesame. Secondo l’accusa, Bonalumi sarebbe stato la mente di un piano che prevedeva la corruzione di Lestingi e Brocca che, a loro volta, avrebbero dovuto ricattare un carabiniere piantone alla Banca d’Italia per facilitare un clamoroso furto da oltre 200 milioni di euro. Oggi gli altri tre indagati – tutti attualmente in carcere per ordinanza emessa dal gip Alberto Pallucchini su istanza del procuratore della Repubblica Elisabetta Melotti – hanno respinto le accuse e sostenuto l’assenza delle esigenze cautelari contestate: rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Lestingi, 53 anni, e Brocca, 49 anni, ex comandante della stazione dei carabinieri di Collemarino ad Ancona, attualmente sospesi dal servizio, erano presenti in aula. Il procuratore Melotti ha invece ribadito la necessità delle misure cautelari considerata la gravità di reati commessi da pubblici ufficiali. I legali del carabiniere, gli avvocati Carmelino Proto e Marcellino Marcellini, hanno fatto presente che il militare è da tempo in congedo per malattia e sospeso dal servizio, dunque non vi sono rischi d’inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, e il faldone dell’inchiesta è ormai corposo. Hanno chiesto la revoca della misura o in subordine gli arresti domiciliari, secondo loro comunque adeguati per far fronte alle presunte esigenze cautelari prospettati dall’accusa. La difesa di Lestingi, rappresentata dall’avv. Riccardo Leonardi, ha sostenuto la nullità e inutilizzabilità degli atti compiuti – compresa l’ordinanza di custodia cautelare richiesta il 20 luglio 2012 ed eseguita a ottobre – dopo il 12 marzo 2012 per scadenza delle indagini preliminari senza che l’accusa chiedesse una proroga. Il difensore ha inoltre ribadito l’insussistenza dell’associazione per delinquere, sottolineando l’assenza di qualsivoglia reato fine della presunta associazione. La decisione del collegio, presieduto da Mario Vincenzo D’Aprile, è attesa forse già per domani.

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Sintesi: I tre hanno chiesto la revoca della custodia in carcere o, in subordine, i domiciliari

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