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Teramo – Parolisi, lettera dal carcere a una nostra telespettatrice

Teramo – Parolisi, lettera dal carcere a una nostra telespettatrice
aprile 21
19:03 2013

Cara Anna, grazie per la tua solidarietà. Comincia così la lettera che Salvatore Parolisi ha scritto dal carcere ad una nostra telespettatrice. Tra le righe l’amarezza e la solitudine del soldato, afflitto non dalla reclusione, ma dalla mancanza dei suoi affetti più cari. Specie di quello della piccola Vittoria che vorrebbe riabbracciare quanto prima. Le racconta che l’unico appiglio per andare avanti è creare dei diversivi. Tentare di non pensare a quanto accaduto o sta accadendo. Evitare di ripetersi ogni giorno che la sua esistenza potrebbe terminare dietro le sbarre. In primo grado, infatti, il giudice di Teramo, Marina Tommolini, lo ha condannato all’ergastolo, ma senza l’isolamento diurno. Uno sconto di pena dovuto al rito abbreviato, una formula che esclude il dibattimento ed è più snella.
I legali di Parolisi hanno presentato appello ed il processo in secondo grado dovrebbe aprirsi dopo l’estate. Intanto Salvatore resta in carcere, accusato di essere l’unico assassino della moglie, Melania Rea. Una donna divenuta un’icona negli ultimi due anni. Uccisa il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, e trovata cadavere due giorni dopo da un uomo rimasto sempre anonimo. Una mamma esemplare, una moglie innamorata e votata alla famiglia. Uccisa, secondo il giudice Tommolini, per un rapporto negato al marito. Uccisa, secondo un altro magistrato, Gianni Cirillo, per un segreto inconfessabile che avrebbe scoperto. Qualcosa che avrebbe potuto stoppare per sempre la carriera del bel Salvatore. Intanto Parolisi, come scrive ad Anna nella lettera, resta fiducioso. Fiducioso nel futuro. Fiducioso nella magistratura che farà il suo corso e riconoscerà la sua innocenza.

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Sintesi: Il caporalmaggiore soffre per Vittoria ma su dice fiducioso nella magistratura

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