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Macerata – Indagato per truffa e peculato, si impicca Giuseppe Garufi

Macerata – Indagato per truffa e peculato, si impicca Giuseppe Garufi
ottobre 18
19:04 2013

Si è impiccato in un appartamento di sua proprietà un dipendente del Comune di Macerata, Giuseppe Garufi, indagato per peculato e truffa. Addetto al servizio certificazione, era sospettato di essersi impossessato di somme versate da extracomunitari per i ricongiungimenti familiari e di aver appiccato un incendio per cancellare le prove. Garufi è stato ritrovato cadavere attorno alle 13, in un appartamento di via Roma di sua proprietà, dove però si recava saltuariamente. Proprio ieri lui e il fratello Guido, consigliere comunale del Centro Democratico indagato per ricettazione nell’ambito della medesima inchiesta, che coinvolge anche altre persone, avevano subito due perquisizioni domiciliari della Squadra mobile, e stamani la notizia era apparsa sui giornali. Giuseppe Garufi era stato allontanato dal servizio dopo alcuni atti vandalici che gli erano stati attribuiti in passato: l’incendio di un paio di macchinari del Comune, e poi, l’11 agosto 2012, quando era già stato rimosso dall’incarico, il rogo appiccato negli archivi dell’Ufficio urbanistica. Secondo la procura maceratese più una ‘vendetta’ nei confronti dell’ amministrazione comunale, che un tentativo di cancellare le tracce. Fra gli altri compiti il funzionario quello di controllare che gli immigrati che chiedevano di far venire in Italia i loro familiari potessero ospitarli in alloggi in regola con le norme sull’abitabilità. Ma oltre ad appropriarsi dei diritti di segreteria (15 euro a pratica), Giuseppe Garufi avrebbe preteso dagli extracomunitari somme aggiuntive non dovute, costruendo nel tempo, così ritengono gli investigatori, una sorta di ‘tesoretto’.

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Sintesi: Indagato anche il fratello Guido per ricettazione

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