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Comunanza – Vertenza Indesit, trovato l’accordo

Comunanza – Vertenza Indesit, trovato l’accordo
dicembre 04
12:25 2013

Senza la firma della Fiom, ma il via libera di Fim, Uilm e Ugl, dopo sei mesi di trattative si è chiusa la vertenza sul piano di riassetto della produzione in Italia di Indesit Company: un accordo su cui si esprimeranno ora i lavoratori con un referendum nelle fabbriche. Dai 1.400 esuberi annunciati a giugno si è arrivati ad una ipotesi che scongiura definitivamente i licenziamenti, attraverso un adeguato utilizzo degli ammortizzatori sociali nel quinquennio 2014-2018. Accanto ai contratti di solidarietà l’azienda metterà in campo anche incentivi all’esodo e l’impegno a non ricorrere all’utilizzo di procedure di mobilità unilaterali sino al 2018. La mobilità, sventata con l’intesa raggiunta ieri, era stata avviata per 1.400 dipendenti alla rottura delle trattative, lo scorso 19 novembre, dopo una intera notte di confronto al ministero dello Sviluppo. E’ stato poi il sottosegretario Claudio De Vincenti, che ha gestito la lunga trattativa, a lavorare negli ultimi dieci giorni per riportare le parti al tavolo e ricreare le condizioni per una intesa. L’ad e presidente Marco Milani ha più volte alleggerito il piano, facendo sparire anche gli ultimi 300 esuberi a fine periodo, la soluzione che era sul tavolo al momento in cui la trattativa si è interrotta. Inoltre gruppo della famiglia Merloni mette in campo "investimenti straordinari in Italia per 83 milioni di euro". Sono ‘salvi’ tutti i tre poli industriali italiani, Fabriano, Comunanza e Caserta, che "saranno ridisegnati con interventi di riassetto". Fabriano "sarà il centro esclusivo per la produzione di forni da incasso (producendo anche quelli oggi realizzati in Polonia), di forni di piccole dimensioni (oggi realizzati in Spagna) e di prodotti speciali per la cottura"; Comunanza "il centro per l’innovazione e la produzione di lavabiancheria di alta gamma a carica frontale"; Caserta "il centro esclusivo per la produzione di frigoriferi da incasso ad alto contenuto d’innovazione (producendo anche quelli oggi realizzati in Turchia) e dei piani cottura a gas da incasso (oggi prodotti a Fabriano e originariamente destinati in parte alla produzione in Polonia)". La Cgil, però, non ha accettato perché sostiene che lasci irrisolti i problemi posti in 6 mesi: la vendita del gruppo Indesit, il futuro degli stabilimenti italiani e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

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Sintesi: Stop ai licenziamenti, ma la Cgil non firma

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