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L’Aquila – Terremoto in Comune: 8 indagati per la ricostruzione

L’Aquila – Terremoto in Comune: 8 indagati per la ricostruzione
gennaio 08
11:19 2014

Otto persone indagate, di cui quattro agli arresti domiciliari, per presunte tangenti su appalti legati alla ricostruzione post-terremoto dell’Aquila. L’entità contestata è di 500 mila euro. Accertata l’ appropriazione indebita, attraverso contraffazione della documentazione, da parte di alcuni indagati, per oltre 1,2 milioni di euro, relativa al pagamento di alcuni lavori. Coinvolti nomi eccellenti. La Polizia ha perquisito Polizia alcune ditte, abitazioni e negli uffici del Comune.
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, a seguito dell’operazione che ha portato agli arresti e alle perquisizioni per gli appalti post-terremoto, ha convocato a stretto giro una riunione della Giunta comunale ”per cercare di capire, analizzare fatti, ed assumere le decisioni conseguenti”. ”Sto malissimo, mi sento tradito, perché ho sempre raccomandato a tutti la massima trasparenza e il rispetto della legge”, ha spiegato il sindaco.
”Avevo nominato Placidi – ha proseguito Cialente – per le sue capacità tecniche perché in quei drammatici momenti mi serviva un tecnico ed ho scelto lui in quanto direttore generale del Consorzio beni culturali, istituzione della quale il Comune é il maggiore azionista, ed ho pensato che fosse il tecnico più bravo. In riferimento a Tancredi avevo pensato a lui come consigliere comunale di opposizione, la sua delega é stata mantenuta per soli due giorni in seguito alla levata di scudi in seno alla maggioranza. Poi Tancredi si dimise perché mi disse che voleva lavorare nella ricostruzione come agente per la ricerca di appalti. Sibilla é una sua collaboratrice, gli altri non li conosco”. Per ora Cialente non ha fatto nessun commento sulla posizione del vicesindaco Roberto Riga (Api) che risulta tra gli indagati.
La giunta comunale convocata con urgenza dal sindaco, Massimo Cialente, in seguito alla vicenda giudiziaria per tangenti che ha colpito il comune dell’Aquila, è terminata, ma le risultanze verranno rese note in una conferenza stampa alle 12 e 30. Sindaco e assessori parleranno dopo l’incontro con la stampa della questura, come ha sottolineato lo stesso Cialente. Il suo vice sindaco, Roberto Riga (Api), indagato nell’ambito dell’operazione "do ut des", è ancora chiuso con la polizia nella sua stanza per la perquisizione. Cialente ha comunque parlato con i giornalisti e ha spiegato che per lui: "è un fulmine a ciel sereno, mi sento tradito, sono un garantista e chiedo alla magistratura di fare piena luce e controllare ogni angolo del comune. La cosa drammatica è che qualsiasi ombra getta discredito sull’immagine di una città che deve essere ricostruita. Anche se per quanto si è potuto capire finora, pare che il tutto sia circoscritto ad un appalto per la messa in sicurezza di un palazzo. Ma qualsiasi pelo rovina l’immagine dell’Aquila". Nel sottolineare che "sono un garantista e spero che tutti gli indagati possano dimostrare la loro estraneità ai fatti", Cialente ha ribadito che ”il 15 dicembre 2009 ho nominato Placidi come vero assessore tecnico in quanto direttore del consorzio dei beni culturali del quale il comune e’ il maggiore azionista". In riferimento a Tancredi Cialente ha spiegato che quando non c’era nessuno e la sede comunale era alla Guardia di Finanza e le riunioni si facevano alla scuola di San Francesco, Riga mi disse che il consigliere comunale di opposizione era disponibile a dare una mano. Dopo una settimana Riga mi fece firmare la delega ma in poche ore ricevetti centinaia di sms di cittadini inviperiti e allora dissi a Tancredi che la città non lo voleva e ritirai l’incarico che duro’ quindi 48 ore. Gli altri arrestati non li conosco". In riferimento al vice sindaco Riga, sul quale circolano voci di dimissioni, Cialente ha spiegato che "parlerò con lui". "Oggi sarebbe dovuti venire un ministro che ha disdetto la visita perche’ non ci sono novità. Sono 1500 giorni che lavoro 12-13 ore al giorno, non posso rimproverami nulla, ribadisco che mi sento tradito, mi sono raccomandato correttezza e trasparenza, abbiamo gli occhi del mondo addosso e bisogna stare attenti anche a prendere un caffè”.

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Sintesi: Contestata l' appropriazione indebita, attraverso contraffazione della documentazione, per oltre 1,2 milioni di euro.

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