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Macerata – L’ombra del “pizzo” dietro l’omicidio Sarchiè

Macerata – L’ombra del “pizzo” dietro l’omicidio Sarchiè
luglio 13
19:38 2014

Nuova ipotesi investigativa per spiegare l’omicidio del commerciante di pesce Pietro Sarchiè, ucciso a colpi di pistola nelle campagne del Maceratese. Secondo la Procura il delitto sarebbe stato pianificato da più persone, alcune ancora da identificare, per imporre il pizzo ai venditori ambulanti di pesce della zona. Per l’omicidio è indagato un catanese, Giuseppe Farina, anche lui commerciante ambulante. Il movente a lui attribuito, eliminare un concorrente scomodo, sarebbe passato in secondo piano, perché le prospettive di guadagni non certo altissimi non giustificherebbero la violenza subita da Sarchiè, vittima di una vera e propria esecuzione. Il commerciante era molto attivo e stimato in zona, per questo, secondo la nuova ipotesi accusatoria, era su di lui che bisognava cominciare a fare pressioni. Ma l’uomo avrebbe reagito minacciando di denunciare il tentativo di estorsione. Da qui, la decisione di ucciderlo e di farlo con ferocia (il cadavere è stato anche dato alle fiamme) per dare un messaggio molto preciso. Farina, indagato finora con altre tre persone che rispondono a vario titolo di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere, sarà interrogato martedì. I carabinieri del Ris di Roma stanno intanto esaminando le tracce di sangue trovate nel capannone dell’impresa edile sequestrata a Castelraimondo, che fa capo alla convivente di uno degli indagati, Santo Seminara, anche lui catanese, per estrarre il dna e confrontarlo con quello della vittima.

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Macerata – L’ombra del “pizzo” dietro l’omicidio Sarchiè - panoramica

Sintesi: L'uomo avrebbe reagito minacciando di denunciare il tentativo di estorsione

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