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Omicidio Sarchiè – I Farina minacciarono due testimoni: “Beddu, respiri ancora”

Omicidio Sarchiè – I Farina minacciarono due testimoni: “Beddu, respiri ancora”
marzo 03
17:59 2015

Come sbarazzarsi di un furgone per la vendita del pesce? Come far sì che non ne testi alcuna traccia? Sono queste le domande che Giuseppe e Salvo Farina si devono essere posti mentre premeditavano l’omicidio di Pietro Sarchiè. Secondo gli inquirenti avevano deciso a tavolino ogni dettaglio e dunque non si è trattato di un raptus. Bensì di una lucida e programmata esecuzione. Lo testimonierebbe il fatto che già il 14 giugno, quattro giorni prima del delitto, Farina avrebbe chiesto in prestito il capannone a Seminara. Quel capannone in cui avrebbe smontato e nascosto il Ford Transit del commerciante sambenedettese. E lo testimonierebbero le celle telefoniche che, nelle settimane precedenti l’omicidio, precisamente il 5 ed 12 giugno, collocano padre e figlio lungo la stradina in cui poi tesero l’agguato a Pietro proprio dinanzi alla chiesa del Perito. Lì lo fermarono con un finto incidente e lì lo uccisero, secondo l’accusa, con sei colpi di pistola. Solo per accaparrarsi la sua fetta di mercato. Solo perché Pietro era troppo bravo nel suo lavoro di commerciante ambulante di pesce. Ma come cancellare ogni traccia di quel delitto? Semplice, minacciando coloro che si sarebbero dovuti disfare dei pezzi del Ford Transit di Pietro. Ad un camionista dissero di portar via la cabina del furgone, compilando l’apposito modulo di trasporto con nomi fittizi. “Io sono siciliano – gli ripeteva il figlio Salvo– tu sai con chi hai a che fare”. Il tutto puntandogli un coltello alla gola. Terminate le operazioni il 19enne gli disse: “Guarda che se tu parli, io so dove stai..”. Il trasportatore non fu l’unico ad essere minacciato. Venne tenuto sott’occhio anche il titolare della carrozzeria che riparò la Y10 dei Farina dopo l’incidente con Sarchiè. Padre e figlio lo chiamavano spesso per sapere se qualcuno fosse passato a fargli domande. In estate lo ricontattarono, quando già erano a Catania, è gli dissero: “Beddu, respiri ancora?”. Minacce affinché non collaborasse con la Procura e non raccontasse la sua verità. 

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Omicidio Sarchiè – I Farina minacciarono due testimoni: “Beddu, respiri ancora” - panoramica

Sintesi: Nel mirino un camionista ed il titolare di un'autocarrozzeria

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