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Omicidio Sarchiè – Dissequestrati i pezzi del furgone di Pietro

Omicidio Sarchiè – Dissequestrati i pezzi del furgone di Pietro
febbraio 14
13:36 2016
Pezzi di furgone. E’ tutto quello che resta alla famiglia di Pietro Sarchiè del 62enne sambenedettese ucciso il 18 giugno 2014. A un anno e 8 mesi dal macabro ritrovamento nelle campagne della Valle dei Grilli, i Carabinieri di Macerata hanno dissequestrato i pezzi del Ford Transit che il commerciante di pesce utilizzava per le consegne. Due sportelli crivellati di colpi, la parte anteriore del mezzo, l’albero motore, le due ruote anteriori e i due sedili. Tutto qui quello che i militari hanno consegnato nelle mani della figlia Jennifer e della moglie Ave. Parti che Giuseppe e Salvatore Farina avevano smontato nei giorni successivi all’agguato per tentare di cancellare le tracce del delitto. Dopo la chiusura del processo di primo grado – che ha decretato la condanna all’ergastolo per i killer di Pietro – si sono aperte le saracinesche del deposito giudiziario. "E’ un giorno tristissimo – è il primo commento di Jennifer. Sulla richiesta di trasferimento in Siclia avanzata dai due catanesi la figlia del pescivendolo non concede sconti: "Io chiedo che siano trasferiti in un carcere più duro. Non è giusto – continua – dare agli assassini la possibilità di incontrare la famiglia quando la nostra è stata distrutta per sempre". Un’assenza quella di Pietro che si fa sentire ancora di più con l’avvicinarsi di ogni ricorrenza. Nel giorno di San Valentino, la moglie lo ha voluto ricordare con una foto su Facebook. Nello scatto Ave e Pietro si stringono in un  bacio affettuosissimo. Giovani, belli e innamoratissimi. Ricordi, che nessuno potrà mai cancellare. 
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Omicidio Sarchiè – Dissequestrati i pezzi del furgone di Pietro - panoramica

Sintesi: Jennifer: "La famiglia Farina deve essere distrutta, come la nostra"

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