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Fermo – Bomba carta a Campiglione, è il quarto caso in pochi mesi

Fermo – Bomba carta a Campiglione, è il quarto caso in pochi mesi
maggio 22
13:15 2016
Ancora un allarme bomba per i parroci del Fermano. Stavolta un ordigno inesploso è stato trovato davanti alla Chiesa di San Gabriele dell’Addolorata. A notarlo, alle 8 quando è andato ad aprire la porta principale del luogo di culto, è stato Don Luigi Traini, parroco di Campiglione. Ha visto la scatolina nera con vicino una sigaretta e non ci ha messo molto a capire di cosa si trattasse. La miccia non è stata accesa ma potrebbe anche essersi spenta. Subito Don Luigi ha allertato di carabinieri che si sono trovati a gestire una mattinata complicata visto il via vai di fedeli che tentavano di raggiungere la chiesa per la messa domenicale. Non sono mancati nemmeno i curiosi che hanno assistito, a dovuta distanza, alle operazioni di messa in sicurezza della zona. 
A metà mattinata sono arrivati gli artificieri da Ancona ed hanno analizzato l’ordigno con  un robot, compiendo una sorta di lastra. A loro il compito di decidere se far brillare l’ordigno o portarlo via. 
Si tratta, comunque, del quarto atto intimidatorio ai danni di una parrocchia. Il primo si era registrato al Duomo di Fermo nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, poi la chiesa di San Tommaso tra il 7 e l’8 marzo. In entrambi i casi la bomba artigianale era stata posizionata davanti alle canoniche. Poi la terza esplosione, quella che ha avuto maggiore eco, dinanzi all’ingresso della chiesa di San Marco alle Paludi. Quella di don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco. Per fortuna il parroco non c’era, dormiva altrove, ed è arrivato sul posto successivamente. Questo quarto caso è quello potenzialmente più pericoloso perché la bomba poteva anche esplodere successivamente, cioè quando in chiesa c’erano i fedeli. 
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Fermo – Bomba carta a Campiglione, è il quarto caso in pochi mesi - panoramica

Sintesi: L'ordigno analizzato dagli artificieri

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A metà mattinata sono arrivati gli artificieri da Ancona ed hanno analizzato l’ordigno con  un robot, compiendo una sorta di lastra. A loro il compito di decidere se far brillare l’ordigno o portarlo via. 
Si tratta, comunque, del quarto atto intimidatorio ai danni di una parrocchia. Il primo si era registrato al Duomo di Fermo nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, poi la chiesa di San Tommaso tra il 7 e l’8 marzo. In entrambi i casi la bomba artigianale era stata posizionata davanti alle canoniche. Poi la terza esplosione, quella che ha avuto maggiore eco, dinanzi all’ingresso della chiesa di San Marco alle Paludi. Quella di don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco. Per fortuna il parroco non c’era, dormiva altrove, ed è arrivato sul posto successivamente. Questo quarto caso è quello potenzialmente più pericoloso perché la bomba poteva anche esplodere successivamente, cioè quando in chiesa c’erano i fedeli. 
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