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Teramo – Mensa ko? In carcere arrivano i Nas e la Asl

Teramo – Mensa ko? In carcere arrivano i Nas e la Asl
luglio 11
10:41 2016

Detto, fatto. I carabinieri del Nas di Pescara sono piombati all’interno del carcere di Castrogno, a distanza di un pugno d’ore dall’annunciato stato di agitazione di tutto il personale di polizia penitenziaria. E a distanza di pochissime ore dalla diffusione, da parte dei rappresentanti sindacali (Giuseppe Pallini per il Sappe, Nevio Liberatori per il Sinappe e poi Brandimarte per l’Osapp, Leporini per l’Uspp, Pannelli per la Uil e Falini per la Cgil) delle foto fatte alle condizioni in cui la merce destinata alla mensa interna del penitenziario teramano arriva: ammassata e al caldo. Una situazione che ha fatto scattare, ancora una volta, la denuncia e da oggi il personale in divisa del carcere di Teramo è in stato di agitazione. I Nas sono stati ieri a Castrogno e, stando a quanto si è appreso, sarebbero stati elevati alcuni verbali. Oltre ai carabinieri del Nas di Pescara era presente ieri mattina anche un referente della Asl di Teramo. Il personale è di fatto in sciopero dall’uso della mensa, chiedono all’amministrazione penitenziaria il miglioramento delle condizioni, a cominciare dalla qualità dei pasti e dei prodotti usati. I sindacati, tra le altre questioni, ricordano la differenza di trattamento tra i dipendenti del ministero di Grazia e Giustizia: “A fronte di un buono pasto di 8 euro elargito a tutti i dipendenti, gli agenti di polizia penitenziaria devono di fatto fare i conti con i 3,50-4 euro procacapite messo a gara d’appalto per la ditta affidataria del servizio di refezione, non solo per Teramo ma per tutti gli Istituti penitenziari d’Abruzzo”. Ogni giorno, a Castrogno, vengono erogati tra i 65-80 pasti. In estate, poi, Castrogno soffre ancora di più la carenza di organico: a fronte dei 215 agenti previsti teoricamente in pianta organica, in carcere sono operativi solo 172 agenti. E la gestione del quotidiano, denunciano i sindacati, peggiora. Sott’accusa, infine, la chiusura (per decreto) del comando regionale a Pescara: “Eppure restano operativi, all’interno, i 30 dipendenti. Perchè non vengono spalmati nelle varie strutture abruzzesi, dove ogni giorno facciamo i salti mortali per garantire i servizi?” chiedono, a nome degli agenti, tutti i rappresentanti sindacali.

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Sintesi: Agenti in stato di agitazione da oggi

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