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Civitanova – Il caso della maximulta alla “Malaccari” approda al Ministero

Civitanova – Il caso della maximulta alla “Malaccari” approda al Ministero
ottobre 18
19:54 2016
Sta meglio ed è stato dimesso già nella giornata di lunedì Angelo Malaccari, l’armatore civitanovese colto da un malore dopo la maximulta da 4mila euro per pesca sottocosta.  La sua imbarcazione, era stata trovata da una motovedetta del Circomare di Porto San Giorgio all’interno delle 6miglia con le reti in acqua, ma senza pescato a bordo. L’episodio aveva scatenato la protesta proprio sotto gli uffici del comandante Fabrizio Strusi.

Gli animi si erano placati solo nel pomeriggio dopo il secondo incontro che si è tenuto lunedì in Prefettura a Fermo. Un tavolo tecnico al quale hanno preso parte i rappresentanti delle marinerie, la Capitaneria e le istituzioni. E alla fine della lunga giornata di protesta la decisione di terminare lo sciopero e tornare in mare. Non è stato altrettanto proficuo l’incontro al Ministero delle Politiche Agricole e della Pesca che si è tenuto martedì, faccia a faccia con la Direzione Generale dove è approdato il casus belli della barca multata in acque fermane e la contestata legge 154:

“Siamo usciti più incavolati di quando siamo entrati” – ha riferito Francesco Caldaroni presidente dell’associazione Marinerie d’Italia e d’Europa. Così è stata confermata per il 28 per una grande manifestazione di protesta nella Capitale a cui parteciperanno marittimi da tutto lo Stivale. Tornando all’episodio della Malaccari, le reti sono state dissequestrate e il peschereccio può tornare in mare, ma “se non sarà annullata la multa si andrà avanti con un ricorso” annuncia Giuseppe Micucci, presidente regionale Federcoopesca.
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Sintesi: L'armatore colpito da malore sta meglio ed è stato dimesso

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