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Ancona – Uccise il nonno a martellate, condannato a 14 anni

Ancona – Uccise il nonno a martellate, condannato a 14 anni
febbraio 06
17:33 2017

Prese il nonno a martellate perché lo infastidiva. Così disse. A distanza di due anni e tre mesi, arriva la condanna per l’omicidio volontario dell’anziano. 14 anni per un delitto commesso con crudeltà ma con l’attenuante della seminfermità mentale. Questa la sentenza del Gup di Ancona Francesca Zagoreo a carico di Mattia Morganti, 32 anni. L’11 novembre 2015  a Corinaldo uccise a coltellate e martellate il nonno, Giuseppe Manoni, 74 anni. Un delitto che sarebbe maturato nella mente dell’imputato, affetto da disturbi di tipo paranoide, perché riteneva che l’anziano ostacolasse le sue richieste di aiuto economico ed anche quelle della sua famiglia. Ridotto in fin di vita dai colpi subiti alla testa e al corpo, Manoni rimase in coma fino alla primavera dell’anno seguente. Sembrava essersi ripreso, ma nel maggio successivo le sue condizioni fisiche precipitarono per un’emorragia. L’anziano morì il 26 maggio 2016. Una prima perizia aveva riconosciuto la completa infermità mentale di Morganti, attualmente detenuto. Un’altra perizia, però, commissionata dal pm Irene Bilotta, aveva sollecitato una condanna all’ergastolo, ribaltando l’ipotesi iniziale. Il Gup ha escluso l’aggravante dei futili motivi, mentre le altre aggravanti della crudeltà e del legame di parentela sono state ritenute equivalenti all’attenuante della seminfermità. Oltre ai 14 anni di carcere, il giudice ha inflitto al 32enne la misura di sicurezza della reclusione in una Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza per tre anni.

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Ancona – Uccise il nonno a martellate, condannato a 14 anni - panoramica

Sintesi: Tutto si è giocato sull'infermità di mente dell'uomo

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