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Operazione Caronte – Coinvolto anche un imprenditore di Monsampolo

Operazione Caronte – Coinvolto anche un imprenditore di Monsampolo
marzo 30
12:27 2017

C’è anche un imprenditore edile di Monsampolo del Tronto fra gli indagati nell’inchiesta Caronte, portata avanti dalla direzione distrettuale antimafia. Un’indagine che parte dalla ricostruzione post terremoto di L’Aquila, avvenuto nel 2009. L’uomo, 55 anni, avrebbe vinto una gara con la sua azienda per poi passare i lavori, in subappalto, a due imprese di Caserta.

Probabilmente non sapeva che erano vicine al clan dei casalesi e che, nel corso di controlli, non è stato possibile iscriverle nella "white list", le liste bianche che vogliono evitare infiltrazioni mafiose. Ma questa è un’altra storia che corre parallela a quella che vede coinvolto il monsampolese.

Tutto è partito dalla denuncia di un operaio che si sentiva vessato e costretto a lavorare in una situazione non più accettabile. Secondo la ricostruzione effettuata nell’indagine, coordinata dai Pubblici Ministeri David Mancini e Roberta D’Avolio, i dipendenti venivano costretti a subire costanti violazioni della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale e alle ferie.

Non venivano, inoltre, rispettati i diktat di sicurezza sul lavoro. Agli operai non sarebbero stati corrisposti lo straordinario e non sarebbe stato previsto l’accantonamento alla Cassa Edile.

Tanto meno sarebbero stati pagati assegni famigliari. Per aggirare la normativa sul tracciamento dei flussi di denaro, ai dipendenti era stato imposto di attivare carte di credito/debito prepagate, che venivano usate solo dal datore di lavoro (unitamente ai relativi codici PIN).

Il titolare ritirava le somme da questi conti presso sportelli bancomat e poi decideva quanto effettivamente dare, in contanti o meno, ai lavoratori.  Un modo per aggirare la legge sul tracciamento telematico del denaro o del compenso.

Inoltre erano costretti a firmare dimissioni in bianco e venivano sfruttati perché in condizione di difficoltà ed indigenza. L’inchiesta vede accusati nove imprenditori di vari reati fra cui estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante della continuazione.  

Per ora sono solo ipotesi di reato per le quali, però, quattro persone sono a domiciliari, gli altri cinque – tra cui il monsampolo – hanno subito una sospensione dell’attività per sei mesi. 

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Operazione Caronte – Coinvolto anche un imprenditore di Monsampolo - panoramica

Sintesi: L'inchiesta è partita da un operaio maltrattato

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