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L’Aquila – Don Vito, il prete della love story aiutato da Monsignor D’Ercole

L’Aquila – Don Vito, il prete della love story aiutato da Monsignor D’Ercole
agosto 01
21:44 2017

Don Vito Isacchi, il sacerdote finito nella bufera per una storia d’amore con una donna sposata, scoperta e denunciata dal marito tradito, per la Chiesa è un sacerdote "recuperato", quindi riabilitato a tutti gli effetti.
Secondo quanto si è appreso, dal 2008 – ai tempi della relazione quando era vice parroco della parrocchia della chiesa di San Giustino a Roma – al 2011 quando è arrivato a L’Aquila, ha fatto "un percorso di discernimento vocazionale" per capire se rimanere nella chiesa oppure lasciare gli abiti talari.

Un cammino nel quale è stato seguito da monsignor Giovanni D’Ercole, ora vescovo di Ascoli Piceno, che lo ha portato con sé a L’Aquila quando è diventato ausiliare. Don Vito Isacchi, di origini bergamasche e incardinato nella diocesi di Bergamo, da ruoli umili, gradualmente si è fatto apprezzare fino a diventare cerimoniere di D’Ercole e poi dell’attuale arcivescovo de L’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi.

Stando a fonti interne alla curia aquilana, la decisione sul futuro del prelato da parte di monsignor Petrocchi che dovrà sentire anche la curia di Bergamo da cui dipende don Vito, non sarà esemplare, essendosi egli "pentito e redento": per motivi di opportunità potrebbe vedersi avvicendato dal compito di cerimoniere, che poi equivale al ruolo di segretario particolare dell’arcivescovo. Intanto, don Vito è rimasto a L’Aquila, anche se con la bocca cucita dopo l’uscita della notizia e la pubblicazione della sentenza.

Oggi (1 agosto 2017), informa l’Ufficio comunicazioni sociali, “a seguito dell’articolo comparso su un quotidiano, don Vito ha scritto una lettera all’Arcivescovo, mons. Petrocchi, nella quale, per evitare disagi alla diocesi, si è dimesso da tutti gli incarichi che gli sono stati affidati”.

Nella lettera, “don Vito riconosce la sua responsabilità morale e chiede scusa per il turbamento e le sofferenze provocate alla Comunità ecclesiale e sociale. In particolare, precisa che intende rinunciare al risarcimento, previsto dal dettato della sentenza.

L’Arcivescovo, per ragioni di opportunità pastorale, ha deciso di sostituire don Vito Isacchi negli incarichi che rivestiva a livello diocesano, ovvero di cerimoniere, ovvero segretario particolare dell’Arcivescovo; mentre lo invita a mantenere, per il momento, le attività nelle Comunità parrocchiali, al fine di assicurare continuità ministeriale”. 

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Sintesi: Ma dopo essere stato riabilitato dalla Chiesa si è dimesso da segretario particolare dell'Arcivescovo Petrocchi

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