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Ancona – Incastrato l’hacker dei bancomat, era un manutentore Atm

Ancona – Incastrato l’hacker dei bancomat, era un manutentore Atm
agosto 09
17:10 2017

Alla fine l’hacker dei bancomat ha confessato e ha ammesso di aver sottratto del denaro per far fronte a debiti di gioco. Si è conclusa l’operazione ‘Remote Atm’, condotta dalla Polizia postale di Ancona e coordinata dal pm Ruggiero Dicuonzo, su una serie di ammanchi di denaro contante emersi, nel corso degli anni 2012-2014, ai danni di bancomat di alcune banche tra le province di Ancona e Macerata.

Il pirata informatico era un insospettabile 40enne padre di famiglia che avvalendosi delle sue doti informatiche faceva i prelievi non dallo sportello ma da remoto, comodamente collegato ad un pc. Piccole somme da qualche centinaio di euro, ma in due anni avrebbe messo da parte un bottino da 100mila euro.  

La polizia aveva avviato indagini analizzando il disco rigido di uno sportello Atm, riscontrando la presenza di tracce relative ad accessi da remoto in due distinte giornate del mese di novembre 2014. L’indirizzo Ip utilizzato dalla postazione remota era un indirizzo privato appartenente alla rete gestita dalla società che eroga i servizi informatici agli istituti bancari.

Gli investigatori sono così risaliti a uno dei due tecnici che curano la manutenzione degli Atm per conto di una delle società. I successivi accertamenti hanno permesso di appurare che uno dei due aveva predisposto un pc collegato tramite TeamViewer sulla stessa rete informatica degli Atm e in questo modo poteva effettuare le operazioni. Secondo i dati della Polizia postale nelle Marche sarebbero 100 denunce di attacchi cyber da inizio anno.

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Ancona – Incastrato l’hacker dei bancomat, era un manutentore Atm - panoramica

Sintesi: Effettuava prelievi con un pc da remoto, il 40enne ha confessato: "avevo debiti di gioco"

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