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Montemonaco -Dopo il sisma il letto del Lago di Pilato si è alzato di un metro

Montemonaco -Dopo il sisma il letto del Lago di Pilato si è alzato di un metro
settembre 16
14:23 2017
Gli invasi glaciali del sistema del Lago di Pilato sui Monti Sibillini ”si sono completamente asciugati”. La notizia, già anticipata ad agosto dal presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche Pietro Farabollini, docente dell’Università di Camerino, è stata confermata dal presidente dei Geomorfologi italiani Gilberto Pambianchi, anche lui docente di Unicam, durante un briefing stampa nell’area epicentrale del sisma del 2016.
”Dopo il terremoto – sostiene Pambianchi – i Laghi di Pilato, il cui letto si è innalzato di 1 metro, hanno subito un depauperamento della risorsa idrica. Si tratta di laghi di origine glaciale che si trovano a circa 1.900 metri sul livello del mare: attualmente appaiono completamente asciutti per la grande siccità estiva”, che ha comportato ”un deficit idrico pari al 60% rispetto agli anni precedenti”. I Geomorfologi lanciano anche l’allarme per la scomparsa di alcune sorgenti, e sollecitano un monitoraggio della zona del cratere fra Marche e Umbria, finora ”assente”.
“I terremoti nella zona del cratere di Umbria e Marche, del sisma 2016, hanno deformato molto i versanti – ha continuato Pambianchi – hanno deformato i fondovalle ed è importante creare una rete di monitoraggio costante. Solo attraverso il monitoraggio delle falde acquifere possiamo fare prevenzione e prevenire i disastri e fare una buona ricostruzione. Ma a distanza di un anno i monitoraggi non sono stati per nulla fatti nella zona del cratere”. 
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Montemonaco -Dopo il sisma il letto del Lago di Pilato si è alzato di un metro - panoramica

Sintesi: Allarme dei Geomorfologi: "Siccità e scosse rischio per falde acquifere, serve monitoraggio"

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14:23 2017
Gli invasi glaciali del sistema del Lago di Pilato sui Monti Sibillini ”si sono completamente asciugati”. La notizia, già anticipata ad agosto dal presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche Pietro Farabollini, docente dell’Università di Camerino, è stata confermata dal presidente dei Geomorfologi italiani Gilberto Pambianchi, anche lui docente di Unicam, durante un briefing stampa nell’area epicentrale del sisma del 2016.
”Dopo il terremoto – sostiene Pambianchi – i Laghi di Pilato, il cui letto si è innalzato di 1 metro, hanno subito un depauperamento della risorsa idrica. Si tratta di laghi di origine glaciale che si trovano a circa 1.900 metri sul livello del mare: attualmente appaiono completamente asciutti per la grande siccità estiva”, che ha comportato ”un deficit idrico pari al 60% rispetto agli anni precedenti”. I Geomorfologi lanciano anche l’allarme per la scomparsa di alcune sorgenti, e sollecitano un monitoraggio della zona del cratere fra Marche e Umbria, finora ”assente”.
“I terremoti nella zona del cratere di Umbria e Marche, del sisma 2016, hanno deformato molto i versanti – ha continuato Pambianchi – hanno deformato i fondovalle ed è importante creare una rete di monitoraggio costante. Solo attraverso il monitoraggio delle falde acquifere possiamo fare prevenzione e prevenire i disastri e fare una buona ricostruzione. Ma a distanza di un anno i monitoraggi non sono stati per nulla fatti nella zona del cratere”. 
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