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Tolentino – Il cadavere nel fiume è di Renata Rapposelli

Tolentino – Il cadavere nel fiume è di Renata Rapposelli
novembre 13
11:16 2017

Le scarpe da tennis ai piedi e, soprattutto, quella placca metallica al polso. Renata si era operata nel 2014 per una lussazione. Tutto fa pensare che quel corpo rinvenuto in un fiume a Tolentino sia della 64enne scomparsa lo scorso 9 ottobre. E il sospetto angosciante, in una vicenda già drammatica ed inquietante, è che la Rapposelli possa essere stata buttata nella scarpata ancora viva. A farlo supporre è la posizione "fetale" in cui è stato rinvenuto il cadavere. Come se avesse cercato di chiudersi a riccio per sopravvivere alla caduta.

La scarpata è piena di rovi e difficile da raggiungere: la donna sarebbe stata spinta anche se le indagini proseguono per capire come sia giunta fin lì. Il metal detector, usato in quell’area, non ha aiutato: non sono stati trovati né cellulari né altri oggetti. Alla figlia, però, sono stati mostrati alcuni effetti personali della madre: un orologio Just Cavalli, molto colorato e con le perline, la collana con il Tau, la croce di San Francesco, e un ciondolo con una Madonnina. Il Tau e il ciondolo sarebbero stati riconosciuti come appartenenti a Renata Rapposelli.

Anche i vestiti, in particolare le scarpe Adidas rosa, sarebbero le sue. Infine, una ciocca di 40 o 50 capelli lunghi sarebbero compatibili con quelli della scomparsa. Ma la certezza al cento per cento arriverà dall’esame del Dna, che sarà disposto in giornata dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. Il confronto sarà fatto con campioni di tessuti della pittrice presi nella sua casa in via della Pescheria ad Ancona. Nel giro di tre o quattro giorni arriveranno i risultati. In giornata sarà anche esaminata la mandibola della salma, quindi si passerà all’autopsia. 

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Tolentino – Il cadavere nel fiume è di Renata Rapposelli - panoramica

Sintesi: Cruciale una placca al polso

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novembre 13
11:16 2017

Le scarpe da tennis ai piedi e, soprattutto, quella placca metallica al polso. Renata si era operata nel 2014 per una lussazione. Tutto fa pensare che quel corpo rinvenuto in un fiume a Tolentino sia della 64enne scomparsa lo scorso 9 ottobre. E il sospetto angosciante, in una vicenda già drammatica ed inquietante, è che la Rapposelli possa essere stata buttata nella scarpata ancora viva. A farlo supporre è la posizione "fetale" in cui è stato rinvenuto il cadavere. Come se avesse cercato di chiudersi a riccio per sopravvivere alla caduta.

La scarpata è piena di rovi e difficile da raggiungere: la donna sarebbe stata spinta anche se le indagini proseguono per capire come sia giunta fin lì. Il metal detector, usato in quell’area, non ha aiutato: non sono stati trovati né cellulari né altri oggetti. Alla figlia, però, sono stati mostrati alcuni effetti personali della madre: un orologio Just Cavalli, molto colorato e con le perline, la collana con il Tau, la croce di San Francesco, e un ciondolo con una Madonnina. Il Tau e il ciondolo sarebbero stati riconosciuti come appartenenti a Renata Rapposelli.

Anche i vestiti, in particolare le scarpe Adidas rosa, sarebbero le sue. Infine, una ciocca di 40 o 50 capelli lunghi sarebbero compatibili con quelli della scomparsa. Ma la certezza al cento per cento arriverà dall’esame del Dna, che sarà disposto in giornata dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. Il confronto sarà fatto con campioni di tessuti della pittrice presi nella sua casa in via della Pescheria ad Ancona. Nel giro di tre o quattro giorni arriveranno i risultati. In giornata sarà anche esaminata la mandibola della salma, quindi si passerà all’autopsia. 

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Sintesi: Cruciale una placca al polso

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