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Caso Fanesi – Luca non ricorda nulla di quel maledetto 5 novembre

Caso Fanesi – Luca non ricorda nulla di quel maledetto 5 novembre
dicembre 09
16:04 2017

Luca Fanesi non ricorda nulla di cosa gli sia capitato quel 5 novembre al termine di Vicenza Samb. Almeno al momento sembra essere proprio così: non sa come si sia procurato quelle quattro fratture craniche.  Il 44enne tifoso rossoblù, ricoverato da oltre un mese al San Bortolo in attesa di un secondo intervento chirurgico alla testa, fa ancora fatica a parlare perché afono, ma con il labiale e i gesti si fa capire dai suoi famigliari ai quali avrebbe spiegato di non sapere perché si trovi in un letto di ospedale.  “Ha ripreso però a mangiare – dice il fratello Max – per esempio uno yogurt e una mousse di mela”. Insomma i miglioramenti si vedono, ma tutta la famiglia è ancora in ansia per la prossima delicata operazione che dovrà riposizionare uno sportellino cranico asportato in precedenza. La speranza è che pian piano gli torni la memoria, anche perché i suoi ricordi potrebbero essere fondamentali per ricostruire l’accaduto. Al suo ingresso al Pronto Soccorso di Vicenza, dov’era entrato sanguinante, ma semicosciente aveva riferito ai medici di essere stato manganellato dalla Polizia. La Procura di Vicenza intanto continua a portare avanti le indagini sugli scontri post-partita al Menti, ma ancora nessun nome risulta nel registro degli indagati.

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Caso Fanesi – Luca non ricorda nulla di quel maledetto 5 novembre - panoramica

Sintesi: il tifoso mostra però segni di miglioramento: "Oggi ha mangiato"

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Luca Fanesi non ricorda nulla di cosa gli sia capitato quel 5 novembre al termine di Vicenza Samb. Almeno al momento sembra essere proprio così: non sa come si sia procurato quelle quattro fratture craniche.  Il 44enne tifoso rossoblù, ricoverato da oltre un mese al San Bortolo in attesa di un secondo intervento chirurgico alla testa, fa ancora fatica a parlare perché afono, ma con il labiale e i gesti si fa capire dai suoi famigliari ai quali avrebbe spiegato di non sapere perché si trovi in un letto di ospedale.  “Ha ripreso però a mangiare – dice il fratello Max – per esempio uno yogurt e una mousse di mela”. Insomma i miglioramenti si vedono, ma tutta la famiglia è ancora in ansia per la prossima delicata operazione che dovrà riposizionare uno sportellino cranico asportato in precedenza. La speranza è che pian piano gli torni la memoria, anche perché i suoi ricordi potrebbero essere fondamentali per ricostruire l’accaduto. Al suo ingresso al Pronto Soccorso di Vicenza, dov’era entrato sanguinante, ma semicosciente aveva riferito ai medici di essere stato manganellato dalla Polizia. La Procura di Vicenza intanto continua a portare avanti le indagini sugli scontri post-partita al Menti, ma ancora nessun nome risulta nel registro degli indagati.

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