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Bachisio Ledda e Guido Di Stefano a “Boss in incognito”

Bachisio Ledda e Guido Di Stefano a “Boss in incognito”
aprile 02
23:09 2018

Marchiare i prosciutti. Questo il compito assegnato a Bachisio Ledda, patron della Mail Express Group ed editore di Vera tv, nel corso della puntata finale di “Boss in Incognito”.

L’imprenditore ha dovuto lavorare – sotto mentite spoglie – nei panni di operaio del salumificio Sa.No di Accumoli. Un’azienda che sta cercando di ripartire dopo il sisma nel Centro Italia. Ha marchiato 1600 prosciutti gomito a gomito con Sergio. L’uomo gli ha raccontato il suo dramma del terremoto. Una tragedia umana che gli ha portato via suo cugino, morto insieme alla moglie ed alla figlia sotto le macerie del 24 agosto.

Ledda, nella fase operativa, si è mostrato piuttosto prestante e dinamico. Nonostante il suo massimo impegno, Sergio ha palesato perplessità sul nuovo arrivato. “Troppo stanco, non ce la può fare ad andare avanti per sette ore”. Quindi il confronto fra i due con lo “svelamento”. Ledda si è mostrato nei suoi panni di patron della Mail Express Group, colosso dei servizi postali e finanziari con sede a Mosciano (Teramo) sebbene lo stesso imprenditore viva da anni a San Benedetto del Tronto.

Sergio gli ha riferito di quella terribile notte del 24 agosto. Della difficoltà nel portare fuori di casa il padre, in braccio, e del fantasma della depressione che ha fatto breccia nella sua famiglia. Sul finire della giornata Ledda ha anche dato qualche consiglio a Gianfranco Castelli, titolare del salumificio. In primis ha suggerito di dotare gli operai di guanti ignifughi.
Sergio, il reparto funziona bene ma tu sei un pessimo insegnante. Le cose gliele devi spiegare per bene” queste le prime parole del boss quando si è mostrato all’uomo nei suoi veri panni.
Quindi il cambio di tono: “Sergio, sei una bella persona e sul campo sei un falco, veloce ed efficiente”.
Ledda, per premiare le sue capacità ed aiutarlo a ripartire, gli ha donato una carta (debit card) del suo istituto di pagamento con diecimila euro. E lo ha invitato a lottare contro il male oscuro della depressione che continua a colpire le popolazioni ferite dal sisma, rimaste senza casa e senza futuro.

Con Ledda, in questa puntata, altri quattro imprenditori tra i quali il teramano Guido Di Stefano, patron del Maglificio Gran Sasso. A lui è toccato preparare lonze “a mano”, infilandole nel budello. Un lavoro faticoso che, però, ha portato avanti col sorriso insieme a Franco, terremotato di Colle (frazione di Arquata). L’uomo, in quel 24 agosto, voleva uscire di casa per andare ad aiutare i suoi compaesani ma i figli, impauriti, non gliel’hanno permesso. Da allora ha vissuto di rimpianti. Ora, grazie, a Di Stefano sarà anche intitolata una sala alla memoria di Andrea, un operaio del salumificio Sa.No morto sotto le macerie a soli 26 anni. L’imprenditore teramano gli ha donato, dopo un commosso confronto, un assegno da diecimila euro.

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Bachisio Ledda e Guido Di Stefano a “Boss in incognito” - panoramica

Sintesi: Hanno lavorato come operai nel salumificio Sa.No. di Accumuli nel corso della serata solidale

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