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Corinaldo – Salgono ad 8 gli indagati, pm Minori: “Per il 17enne atto dovuto”

Corinaldo – Salgono ad 8 gli indagati, pm Minori: “Per il 17enne atto dovuto”
dicembre 11
09:25 2018
La morte di cinque ragazzini e di una mamma di 39 anni schiacciati sotto la rampa dell’uscita di sicurezza della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo è “la conseguenza di una o più cause”: troppa gente all’interno del locale, una pessima gestione dei momenti dell’evacuazione, lo spargimento “molto diffuso” di una sostanza urticante che non è certo addebitale ad una sola bomboletta da 15 ml di spray al peperoncino. Si comincia a delineare il quadro della tragedia di venerdì notte, anche se l’inchiesta è ancora lunga e sono ancora tante le risposte che vanno date a chi ha perso un figlio, tanto che i Carabinieri sono tornati a rivolgere un appello a chiunque era presente: “dateci tutti gli elementi che avete, video, biglietti, consumazioni, sono fondamentali per l’indagine”.


Per il momento arrivano i nomi dei primi indagati, 8 in tutto. Il minorenne fermato sabato per droga e accusato per i fatti della Lanterna di omicidio preterintenzionale, lesioni colpose e dolose, che però viene difeso dalla nonna: “quella sera non era in discoteca, non c’entra nulla. E’ stato con la sua ragazza tutta la notte”. E 7 adulti: 3 membri della società che gestisce la discoteca – il rappresentante legale Francesco Bertazzi e i soci Quinto Cecchini e Carlantonio Capone – e i 4 proprietari dell’edificio che ospita la Lanterna. L’accusa ipotizzata nei loro confronti è di concorso in omicidio colposo aggravato. Ma non finisce qui: nei prossimi giorni i magistrati approfondiranno anche le posizioni di almeno 3 bodyguard cui spettava la gestione della sicurezza nella discoteca. Non sono invece indagati per la tragedia della discoteca i due giovani – un ventisettenne e la fidanzata – fermati in un residence a Senigallia per droga: non è chiaro se vi sia qualche collegamento con il minore indagato.


La posizione più pesante è proprio quella del minorenne: sono 3 i ragazzi che lo indicano come colui che ha spruzzato lo spray e dato il via al fuggi fuggi generale. Al momento però, sostiene il pm dei minori Giovanna Lebboroni, l’iscrizione del giovane è un “atto dovuto” poiché viene chiamato in causa “in modo assolutamente generico”, con accuse ancora “tutte da verificare”. Il ragazzo sarà sentito probabilmente domani e sarà quella l’occasione per capire cosa lo avrebbe spinto ad agire in quel modo. Un’ipotesi già c’è: due ragazzi hanno denunciato di aver subito un tentativo di rapina di una catenina ed è “plausibile”, dicono i pm, la tesi dell’utilizzo dello spray per compierla. L’altro elemento da chiarire è se il giovane abbia agito da solo: al momento, sottolinea Lebboroni “non ci sono evidenze” di una banda di rapinatori, “ma non escludiamo che il fenomeno, avvenuto in altre zone d’Italia, possa essersi verificato”.


L’indagine che riguarda i gestori e i proprietari del locale verte invece su quattro punti: rispetto della normativa di sicurezza da parte degli organizzatori, conformità dei locali, rispetto delle procedure di evacuazione e dei limiti di capienza. E già questi ultimi due sembrano evidentemente non rispettati: la maggior parte dei ragazzi è fuggita dall’uscita sul retro senza che qualcuno li indirizzasse verso le altre uscite o aprisse il cancello che dava sul parcheggio, per farli defluire in fretta. E quanto ai biglietti, su 1.600 tagliandi ‘ufficiali’ stampati gli investigatori hanno le matrici di 466, vale a dire quelli staccati all’ingresso della discoteca, a fronte di una capienza di 459 persone della sala dove era previsto il dj set di Sferaebbasta. Ma sono ancora in corso le verifiche su 215 biglietti dati ai pr e su tutti quelli che sono entrati solo pagando le consumazioni o gratis.

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Corinaldo – Salgono ad 8 gli indagati, pm Minori: “Per il 17enne atto dovuto” - panoramica

Sintesi: Gli altri sono 3 membri della società che gestisce la discoteca e i 4 proprietari dell'immobile

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