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Omicidio Pamela – Psichiatra della comunità Pars: “borderline grave”

Omicidio Pamela – Psichiatra della comunità Pars: “borderline grave”
marzo 13
16:59 2019

La personalità e le condizioni psicofisiche di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018, sono stati al centro della testimonianza resa dallo psichiatra Giovanni Di Giovanni consulente nella Comunità Pars di Corridonia da cui la giovane si allontanò il giorno prima di essere uccisa .

Secondo il consulente ascoltato nell’udienza celebrata oggi presso il Tribunale di Macerata, Pamela era affetta da una patologia “borderline grave”, aveva problemi a rapportarsi con la realtà, sbalzi d’umore e scatti d’ira, problemi pregressi di assunzione di alcol e droga, grande affetto per i genitori ma a volte rapporto conflittuale con loro.

Imputato di omicidio, stupro, vilipendio e distruzione di cadavere è Innocent Osehgale, 30enne pusher nigeriano. A Corridonia Pamela era ospite dall’ottobre 2017 e si era confidata in varie occasioni con lo psichiatra: “chi si relazionava con lei, per un’ora o due – ha osservato – poteva capire le difficoltà di questa ragazza”. Il 7 gennaio 2018, in uno scoppio di rabbia, la 18enne fece un gesto autolesionistico. Allo psichiatra Pamela parlò di un ragazzo con cui era fidanzata e che l’aveva ‘introdotta’ nel mondo degli assuntori di droga. In comunità aveva avuto periodi di crisi in cui aveva manifestato l’intensione di andarsene, per poi ripensarci.

L’avv. Marco Valerio Verni, legale di parte civile e zio di Pamela, ha fatto presente che dalle analisi risultò che Pamela aveva assunto stupefacenti quando era già in comunità: “Ci sono controlli terribili per chi entra – ha detto il testimone – ma non si può escludere che entri droga”. Sui motivi dell’ultimo allontanamento della ragazza dalla Pars, lo psichiatra ha riferito che Pamela accennò in precedenza al fatto che i suoi famigliari avevano denunciato il fidanzato; il giorno in cui andò via ebbe anche un diverbio con un operatore. All’udienza avrebbe dovuto testimoniare tra gli altri la compagna di Oseghale, che non si è presentata. La Corte valuterà un eventuale accompagnamento coattivo in Tribunale.

“La ragazza quando si è allontanata dalla Pars era ancora sottoposta ad una terapia farmacologia – ha affermato l’avvocato Umberto Gramenzi che dofende Oseghale – quanto all’assenza della signora Pettnari compagna di Oseghale, non si è presentata senza giustificazione, abbiamo dato il consenso ad acquisire ciò che è stato raccolto durante le indagini preliminari il Presidente valuterà se revocare l’ordinanza di accoglimento o se disporre l’accompagnamento coattivo della teste”.

Prossima udienza prevista per il 20 marzo per il proseguo dell’escussione testi.

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Omicidio Pamela – Psichiatra della comunità Pars: “borderline grave” - panoramica

Sintesi: La compagna di Oseghale che avrebbe dovuto testimoniare non si è presentata senza giustificare la sua assenza. Prossima udienza il 20 marzo

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