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Cingoli – In chat si facevano chiamare “Puffi” e spacciavano cocaina

Cingoli – In chat si facevano chiamare “Puffi” e spacciavano cocaina
aprile 15
19:33 2019

Un gruppo Whatsapp denominato “Chi l’ha visti” veniva utilizzato da alcuni giovani che si facevano chiamare “Puffi” per spacciare cocaina, hascisc e marijuana e per avvisarsi dell’eventuale presenza di forze dell’ordine. E’ emerso nell’indagine “Shelter” con la quale i carabinieri di Cingoli, guidati dal comandante Umberto Paglioni, con l’ausilio dei militari di Appignano, Apiro, Treia e Tolentino, hanno eseguito quattro misure cautelari per spaccio di stupefacenti. Un 25enne di Cingoli è finito in carcere, un 23enne e un 20enne posti ai domiciliari, un 21enne è stato sottoposto a obbligo di dimora. Le indagini hanno accertato circa 500 cessioni di droga per un valore di almeno 40mila euro: sequestrati 15 gr di cocaina, 40 di hascisc e 15 di marijuana.

Gli accertamenti sono scattate dopo un tentato furto in una sala slot di Cingoli il 9 ottobre 2018: due entrarono nel locale con volto coperto, fecero scattare l’allarme e scapparono. Durante gli accertamenti emerse un giro di spaccio. Nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm di Macerata Claudio Rastrelli, i Carabinieri trovarono in una zona boschiva di Cingoli un borsone rosso contenente arnesi da scasso, indumenti adatti per compiere furti e rapine, nastro isolante e una pistola a salve identica a Beretta 92.

Piazzando telecamere, identificarono i tre autori del tentato furto che stavano cercando il borsone, tra i qual il 25enne arrestato. I giovani coinvolti comunicavano mediante i social con linguaggio criptato per spacciare e utilizzavano un gruppo Wa per sviare le indagini dei carabinieri. Nel corso degli accertamenti cocaina venne trovata anche nascosta in un cellulare al posto della batteria. Le cessioni di stupefacenti avvenivano in prevalenza sotto una pensilina di sosta delle autocorriere nei pressi dei bagni pubblici di Cingoli. Per gli investigatori, il 25enne aveva un ruolo predominante nello spaccio e si avvaleva del 23enne, accusato anche di tentata estorsione, e del 20enne, per cedere droga a decine di persone tra cui minorenni tra i 16 e i 17 anni. Coinvolto in episodi di spaccio, secondo l’accusa, anche 21enne.

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Cingoli – In chat si facevano chiamare “Puffi” e spacciavano cocaina - panoramica

Sintesi: Indagine militari Cingoli,tre arrestati, a uno obbligo di dimora

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