Notizie di Cronaca

La chiesa di Fosso dei Galli non è riuscita a contenere la folla

Monteprandone - Musica e palloncini bianchi per l'ultimo saluto a Stefano Ciabò

16 aprile 2017 18:30




Non doveva essere un funerale come gli altri. Doveva essere una festa per raccontare della sua voglia di vita. E così è stato. La bara di Stefano Ciabò è uscita dalla chiesa di San Giacomo sulle note di "This Girl". Note che sanno di divertimento, di amore e di risa con gli amici.

In cielo sono volati palloncini bianchi - uno anche a forma di cuore - mentre il feretro usciva dalla chiesa di San Giacomo dopo una cerimonia durata quasi due ore. Tre applausi all'interno e due all'esterno per l'imprenditore morto in Bulgaria a seguito di un arresto cardiocircolatorio.

A celebrare la messa è stato Don Vittorio che ha invitato famigliari, amici e parenti a pensare che «Dio si è preso Stefano perché, per lui, aveva organizzato una bellissima festa» in cielo.

L'amico Jonathan ha letto una lunga lettera nella quale si rammaricava di non avergli mai detto quanto gli voleva bene: «Troppe volte - ha detto - mi hai riaccompagnato a casa e ti ho detto solo buonanotte. Avrei dovuto dirti  ti voglio bene». La nipotina ha anche scritto alcune frasi per ricordare quello zio sempre sorridente che emanava gioia di vivere. «Al mio supereroe: so che volevi che non piangevamo e sarai sempre il nostro angelo custode».

Il cugino, Ivano, è andato a braccio. Ha scelto di parlare sull'onda delle emozioni che gli arrivavano dal cuore, ricordando quanto fosse solare Stefano. Momenti toccanti prima dell'uscita della bara, accompagnata dai genitori, la mamma Germana ed il papà Goffredo. E poi dalla sorella Tina che non ha mai staccato lo sguardo dalla foto del fratello con i capelli scompigliati dal vento e l'azzurro del mare e del cielo sullo sfondo. 

Una domenica di Pasqua di profondo dolore per tutta la comunità di Centobuchi e Monteprandone. La madre di Stefano, prima che la bara si muovesse alla volta del cimitero, ha urlato diverse volte: «Grazie. Grazie a tutti!». Per ringraziare quegli amici che hanno accompagnato il figlio anche in quest'ultimo drammatico viaggio. 

Una via crucis del dolore che era iniziata martedì della scorsa settimana quando, poco prima di una partita di calcetto, Stefano si era accasciato al suo. Si trovava in Bulgaria, nel distretto di Kyunstendil, per seguire l'azienda di famiglia che produce scarpe. Non perdeva le buone abitudini e qualche tiro in campo con gli amici non mancava mai. Quella sera, dopo cinque minuti di corsa, si è accasciato al suolo. Inutili i tentativi di rianimarlo. Poi il lungo calvario per riportare la salma in Italia. Via terra sino in Serbia, dov'è stata bloccata alla dogana, costringendo la famiglia ad un penoso peregrinare. Sabato a mezzogiorno il feretro è arrivato nell'oratorio della chiesa di San Giacomo, a Fosso dei Galli, dov'è stata allestita la camera ardente. Qui centinaia e centinaia di persone hanno voluto recargli l'ultimo saluto. 


TAGS: funerali , stefano ciabò , monteprandone , fosso galli , bulgaria , morto , stefano , centobuchi , don vittorio ,
 

di Redazione, Fonte: Vera Tv

 
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