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ANCONA - Il sindaco di Ancona Daniele Silvetti fa marcia indietro sul progetto di realizzare un impianto crematorio nel quartiere Tavernelle, area che ospita anche il principale cimitero cittadino. Dopo mesi di proteste e un confronto sempre più acceso con i residenti, l’amministrazione comunale ha deciso di rivedere la localizzazione dell’opera, aprendo a un nuovo iter che porterà alla scelta di un sito alternativo, più distante dalle zone abitate.
La decisione arriva al termine di una mobilitazione promossa dal comitato cittadino “Aria Nostra”, che aveva raccolto circa 4mila firme contro il progetto e chiesto l’indizione di un referendum. Una pressione che il sindaco ha riconosciuto come determinante. «Il sindaco deve essere attento agli orientamenti, agli umori e alle reazioni del territorio», ha spiegato Silvetti, confermando però la necessità di dotare la città di un crematorio. L’iter, già definito sulla base di una delibera del 2007 che individuava Tavernelle come sede dell’impianto, dovrà ora ripartire da zero, con una valutazione complessiva che includerà indagini urbanistiche e igienico-sanitarie.La retromarcia è stata accolta con favore dalle opposizioni in Consiglio comunale. I consiglieri Carlo Pesaresi e Francesco Rubini hanno parlato di una scelta che ribadisce come «la salute dei cittadini sia un bene irrinunciabile», richiamando l’attenzione anche su altre criticità ambientali della città, dall’inquinamento portuale al traffico e alla riduzione delle aree verdi.
Soddisfazione è stata espressa anche a livello regionale. Andrea Nobili, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra, ha ringraziato il comitato per il risultato ottenuto e ha ribadito l’urgenza di una pianificazione complessiva. Nei giorni scorsi Nobili ha presentato una mozione per sospendere i nuovi progetti di crematori nelle Marche in attesa di monitoraggi e pianificazioni dell’Arpam, ricordando che il quartiere Tavernelle ricade in un’area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Sulla stessa linea il Partito democratico, con il consigliere regionale Maurizio Mangialardi, che ha definito «molto positiva» la decisione del sindaco e ha criticato i ritardi della Regione Marche, chiamata da una legge nazionale del 2001 a dotarsi di un Piano di coordinamento dei crematori, mai approvato.
Il comitato “Aria Nostra”, pur esultando per il passo indietro dell’amministrazione, invita alla cautela in attesa degli atti formali che sanciscano l’abbandono definitivo del progetto a Tavernelle e chiede che sia la Regione a coordinare la pianificazione, individuando fabbisogni e siti idonei con il massimo rigore scientifico e ambientale, mettendo al centro la tutela della salute pubblica.
Diretta Samb