Condividi:

ANCONA - L’attacco informatico dell’11 dicembre scorso all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale di Ancona, rivendicato dal gruppo di cybercriminali Anubis, è riuscito a sottrarre solo il 2% delle informazioni in possesso dell’ente. Lo rende noto l’Autorità portuale, che ha pubblicato oggi nell’albo pretorio un’informativa redatta dal Gruppo di lavoro Cyber dopo la comunicazione ricevuta il 14 gennaio dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

L’Autorità portuale afferma di essere "intervenuta subito a protezione dei dati adottando tutte le misure tecnico-organizzative idonee per gestire la problematica, con il supporto del responsabile della protezione dei dati, oltre a compiere le attività amministrative previste dalla normativa, tra cui le denunce e le notificazioni alla Polizia postale e all’Autorità garante per la protezione dei dati personali". Dell’accaduto sono state informate tempestivamente anche le rappresentanze sindacali e il personale.

L’attacco è avvenuto durante la migrazione dei dati dell’Autorità di sistema portuale al Psn-Polo strategico nazionale, l’infrastruttura per garantire la sicurezza e l’autonomia tecnologica sugli asset strategici per il Paese. Dal report sull’attacco informatico emerge che le misure di sicurezza tecniche e organizzative adottate hanno limitato gli effetti negativi e che, continuando nell’attivazione di tutti i dispositivi, software e attività già programmate, questi eventi possono essere ulteriormente ridotti e resi meno impattanti. 

Tutti gli articoli