Condividi:
PESARO - Un mazzo di rose bianche appoggiato ai piedi di un albero. Sono quattro, come i ragazzi che nell’ultimo anno e mezzo sono morti al Parco Miralfiore di Pesaro.
Alessio Belvederesi, 46 anni, di Chiaravalle, è morto proprio lì, all’ingresso del boschetto, dove si muovono gli spacciatori. Si attendono gli esiti dell’autopsia, non si esclude l’ipotesi di overdose.
Alessandro Giardini è referente dell’associazione Anti-droga Prevaction. Ha un passato di tossicodipendenza, ora aiuta le persone ad uscire dal tunnel della droga. Ci accompagna in un tour nell’area dello spaccio. Al Miralfiore, dopo un periodo di stallo, collegato ad una serie di arresti, il problema è tornato.
Nel tg delle ore 13 e delle 19 di Vera Tv - Canale 11 il tour al Parco Miralfiore nelle zone dello spaccio.
Ai lati del boschetto c’è un buco nella recinzione. Un passaggio facilitato per gli spacciatori per dileguarsi dopo aver venduto la dose. Tra gli alberi del sottobosco si vedono arribvare i consumatorii. Alla vista delle telecamere se ne vanno indispettiti. Ci sono angoli con i bivacchi. Il falò è stato appena spento. Fino a pochi istanti prima del nostro arrivo c’era qualcuno, che si è dileguato velocemente. Per terra rifiuti di ogni genere, bottiglie di plastica, birre. Carta stagnola per sciogliere la droga. Siringhe e preservativi. Perché capita, come racconta Giardini, che alcune consumatrici si prostituiscano in cambio dell’acquisto di droga.
Si cercano soluzioni per stroncare o quantomeno ridurre il fenomeno. Il consiglio comunale ha approvato la mozione Strade Sicure, che potrebbe portare, se arriverà il semaforo verde dal Viminale, all’utilizzo di militari nelle zone calde per la sicurezza. Anche al Miralfiore
Tag:
Diretta Samb