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Conclusa l’attività investigativa, i carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria quattro persone ritenute responsabili di due distinti episodi di furto avvenuti nel capoluogo: uno in abitazione e l’altro all’interno di un luogo di culto.

Le indagini hanno preso avvio dalla denuncia presentata, alla fine di dicembre, da una donna di 60 anni residente a Macerata. La vittima ha raccontato di essersi accorta del furto del portafoglio mentre si trovava alla cassa di un noto supermercato cittadino, dove si era recata per fare la spesa. Il portafoglio, che la donna aveva riposto all’interno di una busta, è stato successivamente ritrovato dal personale del punto vendita, abbandonato tra gli scaffali. All’interno, però, mancavano una carta di pagamento e circa 100 euro in contanti.

Dai successivi accertamenti è emerso che la carta sottratta era stata utilizzata per effettuare diversi acquisti online, per una spesa complessiva superiore ai 200 euro. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati interessati, unita alle indagini di natura telematica, ha consentito ai militari di individuare due uomini, di origine egiziana, ritenuti responsabili sia del furto sia dell’indebito utilizzo della carta di credito. Per entrambi è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.

Un secondo filone investigativo ha riguardato un furto avvenuto in una chiesa di Macerata, da cui è stata asportata la cassetta delle offerte. Anche in questo caso, a seguito della segnalazione, i carabinieri hanno avviato accertamenti che hanno portato a raccogliere elementi ritenuti gravi e concordanti nei confronti di due persone: un giovane italiano di 23 anni e una donna di 41 anni di origine serba, entrambi residenti in provincia di Perugia e già noti alle forze dell’ordine.

Determinante si è rivelata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, che ha permesso di individuare l’autovettura utilizzata per il colpo, oltre agli ulteriori riscontri emersi dall’esame del traffico telefonico. Quest’ultimo ha consentito di collocare con precisione uno degli indagati nell’area e nell’arco temporale in cui il furto è stato commesso. Anche per loro è scattata la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto aggravato, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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