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Un nuovo ordigno bellico è stato rinvenuto lungo il fiume Tronto, nei pressi del cantiere del Ponte Ancaranese. A poco più di quattro mesi dal primo ritrovamento che aveva causato una temporanea sospensione dei lavori, un secondo residuato della Seconda Guerra Mondiale è emerso sulla sponda abruzzese del fiume, durante le attività coordinate dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche.
Il ritrovamento è avvenuto nell’area compresa tra Castel di Lama e Ancarano, a cavallo tra le province di Ascoli Piceno e Teramo. Fin dalle prime verifiche, l’ordigno si è rivelato particolarmente pericoloso: a differenza del precedente, conservava ancora una spoletta attiva, aumentando sensibilmente il livello di rischio.
L’intervento degli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia è stato organizzato con la massima tempestività. Giunti sul posto nella mattinata di oggi, i militari hanno provveduto alla messa in sicurezza e al brillamento controllato dell’ordigno. Le operazioni si sono concluse in tempi rapidi e senza ripercussioni sull’avanzamento del cantiere.
Grazie alle operazioni di bonifica, il cantiere non ha subìto rallentamenti significativi e i lavori stanno proseguendo secondo il cronoprogramma stabilito. Il nuovo ritrovamento conferma tuttavia come lungo il Tronto affiorino ancora con una certa frequenza residuati bellici, silenziosa testimonianza di un territorio attraversato dalla linea del fronte durante la ritirata tedesca nel secondo conflitto mondiale.
Un passato che riaffiora dal sottosuolo, ma che oggi viene affrontato con prontezza e coordinamento per garantire sicurezza e continuità a un’opera fondamentale per la ricostruzione e la mobilità dell’area.
Diretta Samb