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ASCOLI PICENO - Prosegue senza sosta l’azione di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio piceno, portata avanti sia attraverso l’attività preventiva nei cantieri della ricostruzione post-sisma, sia mediante l’adozione di mirati provvedimenti amministrativi. In questo quadro si inserisce l’interdittiva antimafia adottata nella giornata di ieri dal Prefetto di Ascoli Piceno nei confronti di una società con sede in provincia, attiva nel settore della vendita e distribuzione di idrocarburi.
Il provvedimento è maturato al termine di un’articolata istruttoria condotta dal gruppo interforze antimafia della Prefettura, che ha operato incrociando contributi documentali e risultanze investigative provenienti anche da altri contesti territoriali, oltre ai riscontri forniti dalle forze dell’ordine provinciali. Un lavoro approfondito che ha consentito di delineare un quadro ritenuto significativo sotto il profilo del rischio di infiltrazione mafiosa.
Dalle verifiche effettuate è emerso che la società colpita dall’interdittiva fa parte di un più ampio gruppo imprenditoriale riconducibile a un unico contesto familiare, attivo a livello nazionale nella gestione di oltre 200 distributori di carburante.
Secondo quanto accertato, il gruppo risulterebbe collegato a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata operanti nello stesso settore della distribuzione di idrocarburi. L’interdittiva antimafia comporta l’impossibilità per la società di intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione e rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, volto a tutelare l’economia legale e a impedire l’ingresso di interessi criminali nei settori strategici del territorio.
Diretta Samb