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PORTO RECANATI - Un lungo, interminabile applauso ha accompagnato l’uscita del feretro di Diego Ruspantini, l’ex portiere di calcio stroncato da un malore a soli 46 anni, domenica scorsa, nella sua abitazione. Un vuoto enorme, quello lasciato dallo sportivo. Una figura, la sua, amata non solo dai ragazzi che ha seguito negli ultimi anni da preparatore, ma da tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo: un professionista, un maestro, un amico.
Ruspantini lascia la moglie e i suoi due figli. Il corteo funebre ha attraversato il campo sportivo che era il cuore della sua vita sportiva e affettiva. Qui, tra gli sguardi commossi di genitori e ragazzi, il silenzio è stato rotto solo dagli applausi, che sembravano voler celebrare ogni parata, ogni allenamento, ogni sorriso regalato da Diego. La funzione si è poi svolta nella chiesa del Preziosissimo Sangue, che non è riuscita a contenere tutti i presenti.
Per accogliere l’affetto della comunità, sono stati messi a disposizione il salone parrocchiale con altri 200 posti e le sale giochi dell’oratorio, collegate grazie a tre maxischermi e un impianto di filodiffusione, oltre alla diretta sul canale YouTube della parrocchia. Sul feretro, una sua foto sorridente, circondata dalle maglie e dalle sciarpe delle squadre per cui ha giocato – Fermana, Anconitana, Cingolana, Castelfidardo – simboli di una carriera vissuta con passione e dedizione.
Tra lacrime e ricordi, Porto Recanati ha salutato un uomo che resterà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto: un portiere, un insegnante, un amico, un padre. Che se ne è andato troppo presto, lasciando tutti senza parole
Diretta Samb