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Valorizzazione dell’entroterra e dei suoi borghi, risorsa e patrimonio identitario delle Marche.

I borghi sono sempre più centrali nell’immaginario turistico regionale. Alla BIT hanno occupato un posto centrale, anche per fare il punto sulla strategia di rilancio che la Regione Marche ha avviato e sostenuto con una legge apposita e bandi rivolti ai Comuni per oltre 110 milioni di euro.

“I borghi marchigiani sono una risorsa per il nostro territorio. Un patrimonio straordinario che è anche il biglietto da visita della nostra regione”. Queste le parole del sottosegretario alla Presidenza della Regione, Silvia Luconi, intervenuta questa mattina al panel dedicato alle “Marche regione dei borghi”.

“Sui borghi è stato fatto un grande investimento in termini economici – ha ribadito Luconi - a testimonianza della volontà di rilancio di questi centri e di attrazione di un numero sempre maggiore di turisti non solo italiani ma anche stranieri verso uno degli elementi più identitari del nostro territorio. Sono stati messi a terra importanti progetti dei Comuni che portano a una riqualificazione del territorio, che va intesa sia come ricostruzione immateriale del nostro territorio ma anche con un significato importante, perché di fianco agli investimenti delle strutture si mettono in campo tutta una serie di azioni che sono in grado di attrarre interesse, economia e turismo di qualità. Un altro importante elemento – ha proseguito - è quello della destagionalizzazione che si inserisce alla perfezione all’interno di questa strategia perché come ho già spiegato ieri qui alla Bit, abbiamo il mare da un lato, la montagna dall’altro e poi ci sono i borghi che sono fruibili tutto l’anno. A questa linea di intervento abbiamo dimostrato di volerci credere e lo abbiamo fatto anche con numerose occasioni di confronto con i corpi intermedi, con le associazioni di categoria, con tanti progetti che si sono messi in campo intorno a questa strategia, che all’inizio forse sembrava difficile ma che oggi invece sta portando grandissimi frutti, e questo per noi è un motivo di orgoglio”.

Numerosi i borghi che quest’anno hanno voluto presentare alla Bit le proprie progettualità.

Sarnano ha presentato il proprio modello di valorizzazione basato su percorsi naturalistici, cammini francescani, sport outdoor e un polo museale di rilievo, integrando natura, spiritualità e cultura.

San Ginesio ha puntato sulla promozione della propria identità storica e artistica attraverso eventi e manifestazioni, tra cui il “Ginesio Fest”, con un forte investimento in spettacolo e formazione culturale.

Montefiore dell’Aso ha illustrato un evento estivo lungo il fiume Aso che coinvolge più comuni, combinando natura, attività per bambini e momenti di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un’identità territoriale condivisa.

Acquasanta Terme ha presentato un progetto integrato di valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e termale, con una visione che unisce benessere, paesaggio e memoria dei luoghi.

Per Montalto delle Marche è stato evidenziato il Progetto Metroborghi, finalizzato alla rigenerazione urbana e turistico-culturale, sviluppato in collaborazione con partner locali per rafforzare l’attrattività delle aree interne.

Staffolo ha proposto un modello di valorizzazione che intreccia memoria civica, enoturismo ed esperienze culturali, attraverso iniziative come “Il Muro della Memoria” e l’evento “Calici fuori dalle mura”.

Infine, Urbania, la città della Befana ha illustrato le proprie azioni di promozione culturale basate su mostre d’arte dedicate a Federico Barocci, valorizzazione del Teatro Bramante e del patrimonio della ceramica, asset identitari che hanno contribuito al riconoscimento Bandiera Arancione.

Questa seconda giornata è stata dedicata trasversalmente al turismo nei borghi e nei piccoli Comuni, raccontando come i territori si stanno organizzando e mettendo in rete per fare squadra e presentare al turista un’esperienza sempre più trasversale e variegata, legata all’enogastronomia, alle eccellenze, al ricco patrimonio diffuso, all’identità delle piccole comunità. Verso questa direzione è stata fin da subito diretta l’azione dell’amministrazione regionale del presidente Francesco Acquaroli, che dapprima con la legge Borghi e con un investimento di oltre 110 milioni ha voluto dare un impulso di crescita socioeconomica al territorio regionale.

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