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ANCONA – Sarà la Procura di Ancona a valutare la richiesta di amministrazione giudiziaria per Tod’s, l’azienda marchigiana finita nei mesi scorsi al centro di un’inchiesta per caporalato coordinata dalla magistratura milanese. La Corte d’Appello di Milano ha infatti trasmesso gli atti al capoluogo marchigiano, dopo che la Corte di Cassazione, lo scorso novembre, aveva stabilito la competenza territoriale di Ancona in base alla normativa vigente.
La questione della competenza era stata sollevata considerando che i laboratori coinvolti nell’inchiesta si trovano sia in Lombardia sia nelle Marche, regione in cui ha sede la società guidata dalla famiglia Della Valle. Alla Procura dorica spetterà ora esaminare il fascicolo e decidere se avanzare al tribunale la richiesta di una misura di prevenzione consistente nell’amministrazione giudiziaria per la durata di un anno.
Del procedimento si stanno occupando la procuratrice capo Monica Garulli, la procuratrice aggiunta Valentina D’Agostino e la pubblico ministero Serena Bizzarri. «Stiamo analizzando gli atti e valutando il da farsi – ha spiegato Garulli – non è detto che il procedimento abbia necessariamente un esito. Restano inoltre altri profili che continuano a essere trattati a Milano».
Qualora la Procura marchigiana decidesse di proporre la misura e il tribunale la disponesse, l’azienda continuerebbe a operare con l’attuale management, affiancato però da un amministratore giudiziario nominato da un collegio di giudici. Quest’ultimo, in qualità di pubblico ufficiale, avrebbe il compito di vigilare sull’organizzazione aziendale e sulle tutele dei lavoratori.
Parallelamente, nel capoluogo lombardo prosegue l’indagine penale che vede indagati tre manager della società. Il pubblico ministero Paolo Storari ha chiesto al giudice per le indagini preliminari una misura interdittiva che vieti per sei mesi la pubblicità dei prodotti. L’udienza davanti al gip Domenico Santoro è fissata per il prossimo 23 febbraio.
Diretta Samb