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PESARO - Quattro tecnici di Trenitalia lungo la linea ferroviaria, sotto il cartello Pesaro. Il punto nel quale lo scorso 7 febbraio è avvenuto il sabotaggio, vicino alla stazione del treno. E’ stata incendiata una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. I tecnici sono al lavoro per riparare i danni. Altri, poco più in là, controllano i binari. Dopo il vertice al Viminale, è stata rafforzata la sicurezza lungo i 400 chilometri della linea adriatica, Pesaro compresa. Non si abbassa la guardia, perché nel frattempo i sabotaggi non si fermano. L’ultimo alla stazione di Castel san Pietro Terme. Sulle rotaie sono state lasciate delle pietre, che avrebbero potuto provocare un incidente ferroviario. E’ stato arrestato un ventenne di Imola, colto mentre posizionava i massi sui binari. In provincia di Lecco, sulla linea che collega Milano alla Valtellina, un incendio ha danneggiato i cavi di una centralina. Gli anarchici hanno rivendicato i vari sabotaggi. "Azioni che mirano a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo spettacolo delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26", hanno scritto in un blog di controinformazione anarchica e rivoluzionaria. Proseguono le indagini della Procura distrettuale antimafia di Ancona. E’ stato aperto un fascicolo contro ignoti. Le ipotesi di reato sono danneggiamento a seguito di incendio, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. Tre gli episodi di sabotaggio avvenuti nelle ore successive alla cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici invernali. Sulla bretella ferroviaria di collegamento tra la linea Bologna–Venezia e la stazione felsinea erano stati troncati cavi elettrici in un pozzetto. sulla Bologna-Padova era stato trovato e rimosso un ordigno rudimentale su uno scambio. Volevano bloccare o rallentare la linea Adriatica verso nord. Un altro fascicolo è stato aperto dalla procura distrettuale di Bologna. Alla stazione di Pesaro sono state condotte delle analisi dei fumi con dei sensori che hanno risposto positivamente alla presenza di benzina. Ma si indaga anche sui luoghi scelti per i sabotaggi. La cabina dei cavi elettrici dedicati alla movimentazione degli scambi, incendiata a Pesaro, si trova in un punto cieco, senza telecamere. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avvierà anche una richiesta di risarcimento dei danni milionari causati dai sabotaggi.
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