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L’AQUILA - L’Aquila entra nell’inchiesta internazionale sul traffico di migranti che ha portato a 14 arresti tra Italia e Francia. Tra i destinatari delle misure cautelari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina figura infatti anche una persona localizzata nel capoluogo abruzzese, coinvolta nell’organizzazione che gestiva i passaggi irregolari oltreconfine dal valico di Ventimiglia.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia e dalla Procure de la République di Nizza, ha visto l’esecuzione di quattordici misure cautelari in carcere e un obbligo di dimora. Nove persone sono state rintracciate in Italia – tra le province di Imperia, Torino e L’Aquila – mentre le altre sei in Francia, tra Marsiglia, Nantes e la stessa Nizza. Si tratta del primo risultato operativo di Uro, il gruppo di lavoro misto italo-francese con sede nel commissariato di Ventimiglia, attivo da febbraio 2025 e specializzato nel contrasto all’immigrazione clandestina lungo la frontiera.

Le indagini, avviate nel giugno 2025 nell’ambito di una squadra investigativa comune, hanno ricostruito oltre 200 episodi di attraversamenti irregolari verso la Francia. I migranti – in prevalenza provenienti dal Maghreb e dal Corno d’Africa – venivano assistiti con documenti falsi, biglietti ferroviari o autobus, abiti nuovi per non destare sospetti e precise istruzioni per eludere i controlli.

Il “prezzario” variava a seconda del rischio. Fino a 300 euro per un passaggio in auto o taxi, ritenuto più sicuro; 100 euro per viaggiare nascosti nei mezzi pesanti, all’insaputa dei conducenti; tra 70 e 100 euro per treni e autobus; 50 euro per l’attraversamento a piedi lungo i sentieri impervi che collegano Ventimiglia a Mentone. In diversi casi i migranti venivano invitati a nascondersi tra i vagoni ferroviari o nei rimorchi dei camion, con gravi rischi di asfissia, schiacciamento o cadute da strapiombi.

Per i pagamenti, oltre al contante, sarebbero stati utilizzati circuiti bancari italiani ed esteri, con ricariche su carte prepagate e bonifici su conti riconducibili ai trafficanti. Durante l’operazione una squadra mista ha sequestrato 13.400 euro in contanti nella disponibilità di uno degli indagati, ritenuti provento dell’attività illecita.

Le indagini hanno inoltre documentato contatti con soggetti residenti in numerose città italiane – tra cui Roma, Milano, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e Lampedusa – e in diversi Paesi europei, dal Regno Unito alla Germania, che si rivolgevano ai “passeurs” di Ventimiglia per favorire l’ingresso clandestino di conoscenti oltre la frontiera. Un sistema strutturato e transnazionale che aveva trasformato il confine ligure in uno snodo stabile dei flussi irregolari verso Francia, Spagna, Lussemburgo e oltre.
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