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Una domanda diventata un refrain: Sandro Parcaroli si ricandiderà oppure no? Il sindaco uscente di Macerata sarebbe pronto a farsi da parte. Avrebbe confidato ai suoi più stretti collaboratori l’intenzione di non correre per un secondo mandato. Una scelta maturata tra amarezza personale e crescente disagio politico. L’incontro romano con Matteo Salvini a fine gennaio, che aveva restituito entusiasmo e fiducia al primo cittadino, non sarebbe bastato a dissipare le tensioni rientrato in città. Anzi, il clima locale avrebbe pesato più delle rassicurazioni nazionali. Due i nodi principali. Il primo è la vicenda del mattatoio, divenuta terreno di scontro durissimo con l’opposizione, che chiede una commissione d’indagine e solleva dubbi sulla gestione amministrativa. Accuse che Parcaroli avrebbe vissuto come un attacco personale, più che politico. Il secondo fronte è interno: una Lega maceratese attraversata da divisioni e fibrillazioni. La richiesta di accesso agli atti sul mattatoio avanzata dal capogruppo leghista Aldo Alessandrini ha rappresentato, per il sindaco, il segnale di una frattura difficile da ricomporre. Un gesto letto come sfiducia dentro la stessa maggioranza. In questo quadro, i dubbi personali – l’età, la famiglia, il desiderio di una vita meno esposta – si sono intrecciati alle tensioni politiche. Eppure il centrodestra non può permettersi un vuoto a novanta giorni dal voto. Il governatore Acquaroli ha ribadito di preferire la continuità, Forza Italia si è detta pronta a sostenere il bis, ma le turbolenze restano soprattutto nel Carroccio. Se Parcaroli ufficializzerà il passo indietro, la coalizione dovrà chiudere la partita in poche settimane. Fratelli d’Italia, oggi forza trainante, valuta il nome dell’assessore Paolo Renna, vicino ad Acquaroli e alla senatrice Leonardi. Mentre restano sul tavolo le ipotesi della vice sindaca, sempre meloniana, Francesca D’Alessandro ma sarebbe nel partito da poco tempo e di Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del governatore Acquaroli. Forza Italia potrebbe proporre Riccardo Sacchi; più defilato, ma in campo, anche Marco Caldarelli per l’Udc. Il centrodestra maceratese si trova così davanti a un bivio: ricompattarsi attorno al sindaco uscente, magari con una nuova investitura di Salvini, oppure aprire una delicata trattativa per scegliere un successore. In entrambi i casi, la partita si giocherà più sugli equilibri interni che sulle mosse dell’opposizione. E il tempo stringe. Si vota il 24 ed il 25 maggio.
Diretta Samb