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ASCOLI - C’è anche la talentuosa ascolana Giulia Carosi tra i protagonisti de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, il musical diretto da Massimo Romeo Piparo che ha debuttato in prima assoluta lo scorso 20 febbraio al Teatro Sistina di Roma e che ora prosegue con nuove repliche. La cantante e musicista marchigiana fa parte dell’ensemble dello spettacolo tratto dall’omonimo film campione d’incassi, portando sul palco sensibilità artistica ed energia in un progetto di forte impatto emotivo e sociale.

Il musical racconta la storia vera di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo. L’adattamento, firmato da Piparo con Roberto Proia, sceneggiatore del film prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films, è costruito come un juke-box musical, formula inedita per l’Italia che intreccia il racconto a una playlist di grandi successi pop-rock italiani. Tra i brani spicca “Canta ancora” di Arisa, premiato ai Nastri d’Argento, insieme ad altre hit arrangiate per l’occasione dal maestro Emanuele Friello, alla guida dell’orchestra dal vivo.

La musica diventa così linguaggio universale capace di alleggerire i toni senza sminuire la profondità della vicenda. Accanto ai protagonisti del film, come Samuele Carrino e Sara Ciocca, sul palco brillano interpreti del calibro di Rossella Brescia. In questo contesto prestigioso si inserisce l’apporto di Giulia Carosi, parte di un ensemble di grande talento che contribuisce a rendere ancora più coinvolgente un racconto rivolto soprattutto ai giovani.

Dopo il successo al cinema e l’approdo su Netflix, la storia continua dunque a vivere a teatro. Al Teatro Sistina sono in programma nuove date: 13 marzo alle 20.30; 14 marzo alle 16.00; 15 marzo alle 16.00; 20 marzo alle 20.30; 21 marzo alle 16.00 e 22 marzo alle 16.00. I biglietti sono disponibili a partire da 33 euro. Per Giulia Carosi si tratta di un’esperienza artistica di grande rilievo, all’interno di una produzione che unisce spettacolo e impegno civile, lanciando un messaggio di rispetto, consapevolezza e speranza.
Matteo Porfiri

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