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FANO ADRIANO - Ha preso il via ufficialmente il cantiere di restauro dell’Eremo di Santa Lucia, o dell’Annunziata, il suggestivo complesso religioso arroccato sul colle di San Marcello, nei pressi di Fano Adriano, in provincia di Teramo. Lunedì 16 marzo la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo ha consegnato i lavori alla ditta esecutrice Società General Lavori s.r.l.

Citato in documenti risalenti al 1473, l’Eremo affonda le proprie origini in epoca ancora più remota: secondo gli studiosi, la struttura potrebbe essere sorta sui resti di un tempio pagano o di una fortificazione medievale, ipotesi avvalorata anche dalla toponomastica locale — Fano deriva dal latino fanum, ossia ’tempio’. L’edificio si compone di un’unica aula a due navate, scandita da arcate in pietra a tutto sesto, con un altare datato 1785 e un importante ciclo di affreschi che ne fanno uno dei siti di maggiore interesse storico-artistico del territorio.

Al centro dell’intervento è proprio la conservazione delle superfici decorate: l’obiettivo è recuperarne la leggibilità e metterle in sicurezza in vista del successivo rifacimento della copertura dell’intero complesso. I lavori rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, M1C3 Investimento 2.4 - Linea di azione 1: Sicurezza sismica nei luoghi di culto) e rappresentano uno dei nove cantieri di messa in sicurezza sismica di luoghi di culto affidati alla Soprintendenza, che in queste settimane si stanno avviando progressivamente.

La consegna è stata effettuata dal direttore dei lavori, architetto Massimiliano Fabiani, alla presenza del RUP architetto Giovanna Ceniccola, del direttore operativo per le opere strutturali ingegnere Francesco Cortesi e dei rappresentanti dell’impresa esecutrice.
Il progetto di restauro è firmato dal raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’architetto Fabiani, con la collaborazione dell’ingegnere Cortesi, dell’architetto Valeria Miele, del geologo Claudio Ferrari, della restauratrice Martina Fagioli e dell’ingegnere Pierluigi Balsebre. 

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