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Nelle Marche l’affluenza definitiva nella due giorni di referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia è stata del 63,77% degli aventi diritto: una percentuale alta anche rispetto alla media nazionale che si è fermata poco sotto il 59% e che la rende la quarta regione italiana con maggiore partecipazione democratica dopo Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.

Sul totale dei seggi scrutinati, 1.570 e 738.337 votanti, il No alla riforma ha vinto con il 53,74% mentre il Sì si è fermato sopra il 46,26%.

Un distacco di oltre 7 punti percentuali e uno scarto di quasi 55mila voti.

A livello provinciale nel capoluogo di regione Ancona i contrari, sono stati il 58,35% i favorevoli invece il 41,65%.

Particolarmente alta la percentuale del No in provincia di Pesaro Urbino al 54,24% e il Sì al 45,76%. Con un dato inaspettato ad Urbino, capoluogo governato dal centrodestra dove il No ha superato il 60%, mentre nella rossa Pesaro si è fermato al 56,40%.

In provincia di Ascoli Piceno differenza meno marcata con il 52,06% di No e il Sì al 47,94%. In controtendenza due piccoli comuni dell’entroterra Piceno, ovvero Montemonaco e Palmiano dove il sì ha superato il 72,04%.

Più equilibrata la sfida a Macerata, dove il Sì si è attestato in vantaggio 50,62% contro il 49,38% di contrari alla riforma. E a Fermo dove ha vinto il sì con il 50,31%, mentre il no si è fermato al 49,69%. 

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